IL MAROCCO SI RIBELLA: “NON SIAMO LA DISCARICA DELL’ITALIA” Con una petizione online si chiede il blocco all'arrivo dei rifiuti industriali di altri Paesi

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Marocco, rifiuti

Il Mediterraneo, con i Paesi che si affacciano sul suo specchio troppo spesso colorato di sangue, rischia di essere una immensa discarica, anche di rifiuti italiani. Dal Bel (ogni giorno un po’ meno) Paese erano pronte, sulla rotta per il Marocco, le prime 500 tonnellate di rifiuti di materiale plastico e pneumatici, su 2.500 già in programma. La società civile marocchina si è però ribellata e, con una petizione online al Ministero dell’Ambiente, chiede di annullare l’autorizzazione a incenerire rifiuti industriali provenienti dall’Italia nei centri di smaltimento del Marocco.

Con la petizione, i cittadini marocchini chiedono l’intervento del Gabinetto reale, perché il Paese “non diventi la discarica della spazzatura internazionale”.

Alla vigilia della Conferenza mondiale sul clima COP22, che sarà ospitata dal 7 al 18 novembre nell’antica e nobile città di Marrakech, tra le più grandi del Marocco, con la capitale Rabat e Casablanca, e a pochi giorni dall’entrata in vigore del divieto di utilizzo dei sacchetti di plastica per la spesa, la coscienza e l’orgoglio “ecologici” dei marocchini si risveglia e si ribella.
La notizia dell’arrivo dei rifiuti industriali italiani, in particolare dalla Campania, da un deposito di materiale combustibile, ‘Taverna del Re”, tra la provincia di Caserta e quella di Napoli, era stata divulgata dai media locali in lingua araba., nei giorni scorsi, provocando la “sommossa” democratica popolare.

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