IL 15 LUGLIO SI INAUGURA IL “GIARDINO DEI GIUSTI” A TUNISI La cerimonia all'Ambasciata italiana in Tunisia; i primi quattro alberi dedicati a eroi arabi e musulmani, tra cui Khaled al-Asaad, il custode di Palmira

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Giardino dei Giusti a Tunisi

La Tunisia sarà il primo Paese arabo a ospitare un Giardino dei Giusti, in collaborazione con Gariwo, Onlus con lo scopo di conservare la memoria dei Giusti, e con il Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

Il primo Giardino dei Giusti è nato a Gerusalemme, nel 1960, per onorare i “Giusti tra le nazioni”.

Venerdi 15 luglio, si svolgerà la cerimonia di apertura all’interno dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi, alla presenza del presidente di Gariwo Gabriele Nissim, del presidente della Lega tunisina dei Diritti dell’uomo, il premio Nobel per la Pace 2015 Abdessatar Ben Moussa, e dell’ambasciatore Raimondo De Cardona. Interverrà con un concerto l’Orchestra tunisina diretta dal maestro Rachid Koubaa, eseguendo l'”Adagio” di Albinoni e “Crisantemi” di Puccini.

I primi alberi del giardino saranno dedicati a quattro Giusti arabi e musulmani che, a rischio della vita, hanno lottato contro la persecuzione, il terrorismo e per la difesa dei diritti umani. Sono i coraggiosi protagonisti del contrasto all’Isis: Khaled al-Asaad, il custode di Palmira; Mohamed Naceur ben Abdesslem (Hamadi), la guida turistica che aiutò degli italiani a salvarsi dall’attentato al museo del Bardo; Mohamed Bouazizi, il giovane ambulante simbolo della Rivoluzione dei Gelsomini, e Khaled Abdul Wahab, l’imprenditore tunisino emblema della convivenza tra musulmani ed ebrei.

In un tempo segnato da conflitti e divisioni, la creazione di questo Giardino è un esempio concreto di dialogo e collaborazione con il mondo arabo e musulmano, per superare le paure che oggi ci attanagliano e costruire un fronte comune contro i nazionalismi e il fanatismo di ogni fondamentalismo”, spiegano i responsabili di Gariwo in un comunicato.

La Tunisia, organizzata in Repubblica, tra i Paesi interessati dalle rivolte arabe, è il solo che usa la democrazia come argine al fondamentalismo. Fu colpito dagli attentati terroristici al Museo del Bardo e alla spiaggia di Sousse, nel 2015.

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