Ricordando Faraaz

1995
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uomo

In questa storia terribile di Dacca, nella quale giovani musulmani estremisti in nome di un dio che predica l’odio, hanno barbaramente ucciso propri coetanei c’è stato un giovane, islamico come loro, che ha scelto di morire per non tradire uno dei sentimenti più nobili che alberga nel genere umano: l’amicizia. Questo giovane si chiamava Faraaz Hossaine, conosceva il Corano e quando i suoi aguzzini gli hanno concesso di lasciare la sala degli orrori, ha detto di no ed è restato con le sue due amiche, a morire.

Come chiamarlo se non eroe questo ragazzo? Come non ammettere che esistono musulmani cattivi e musulmani buoni? Quanti cristiani alla stessa offerta sarebbero scappati? Questo giovane era uno studente di economia, amava l’Occidente. In questa storia terribile che molti commentatori europei vorrebbero ridurre a lotta tra religioni il gesto di Faraaz ha qualcosa di epico e dignitoso che impone rispetto e invita a non dichiarare, neanche sui social, guerre non sante ma infami. Perché gli uomini di buona volontà esistono in tutte le religioni, sia che preghino il Cristo, Allah o Jahvè… Perché Dio, quello vero, è Amore e chiunque persegue l’amore trova Dio e questa sua ricerca si chiama Battesimo di desiderio.

Bene ha fatto il Santo Padre a guardare verso quel Dio d’amore e i commentatori che si affannano da giorni a commentare quel gesto,stracciandosi le vesti, sono quegli stessi che una volta urlavano verso il Cristo, dicendo: “Ha bestemmiato, ha detto di essere il Figlio di Dio, merita la morte”. E continuano a chiedere,ancora oggi, per quella Verità la Croce.

Caro Faraaz, sono sicuro che tu oggi sei vicino a quel Dio buono che tu chiamavi Allah e io chiamo Cristo. Il tuo sangue, versato per amore, apra la strada a segni evidenti di conversione, ad altri gesti di amore .
Che la terra ti sia lieve, caro ragazzo, e l’azzurro sia la tua Patria celeste .

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2 COMMENTS

  1. Grazie di cuore ! Questo articolo è meraviglioso,perchè sottolinea il fatto, che i martiri dell’amore vero non sono solo cristiani e ciò che conta dell’uomo è il suo cuore……abisso insondabile che pieno di Dio opera L’impossibile !

  2. Complimenti per questo articolo davvero commovente.. Questo è uno di quei rari gesti eroici come l’hai giustamente definito, che aprono il cuore,malgrado le atrocità che ci circondano. Questo gesto generoso di rinuncia alla vita in nome dell’amicizia ci fa sperare nella possibilità di un mondo migliore.. Non vorremmo mai veder sparire quell’umanità che abbiamo dentro geneticamente determinata , che ogni tanto riaffiora quasi fosse dimenticata e che abbiamo il dovere di coltivare per continuare a chiamarci ancora “esseri umani”.

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