I NOSTRI 007: ALTO IL RISCHIO DI ATTENTATI IN ITALIA Roma al primo posto tra gli obiettivi sensibili, ma aumentano i soft targets, i luoghi di frequentazione pubblica non prevedibili

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Isis

L’attentato a Dacca, benché “atipico”, rispetto agli attacchi terroristici marcati Isis, non sarebbe un episodio solitario, nei timori (informati) dell’Intelligence italiana, e potrebbe essere, invece, non l’ultimo, ma un numero in una serie che potrebbe toccare anche il nostro Paese.

Secondo i nostri analisti, alla perdita di terreno in Siria, in Iraq e in Libia, lo Stato Islamico potrebbe rispondere con la violenza “a pioggia” nel mondo. E i Paesi più a rischio sono quelli della Coalizione internazionale, compresa l’Italia. L’allarme attentati è, quindi, alto nei nostri Servizi di sicurezza, soprattutto perché la minaccia jihadista è cresciuta in imprevedibilità. Sempre più spesso si rivolge a obiettivi cosiddetti soft targets, non considerati sulla mappa degli obiettivi sensibili e, quindi, difficilmente difendibili, come è avvenuto a Dacca, a Parigi, a Istanbul, a Orlando.

A preoccupare i nostri 007 sono soprattutto i lupi solitari, difficili da intercettare e monitorare. Roma resta l’obiettivo più temuto, ma nella mappa del pericolo c’è anche Milano e le principali città d’arte, in particolare nel nord d’Italia – Firenze, Venezia, Torino –, ma anche in Campania, dove sono più forti numericamente e radicate le comunità islamiche, e quindi c’è maggiore possibilità di cellule organizzate.

Il 21 maggio scorso, il portavoce del Califfato, Abu Muhammad al Adnani aveva esortato i militanti dell’Isis a trasformare il Ramadan (iniziato lo scorso 6 giugno e che si conclude domani), “un mese di calamità dappertutto per i miscredenti”. Quest’appello conferma come il riferimento alla religione coranica sia soltanto un espediente, per i gruppi islamisti fanatici, dal momento che, per i musulmani, questo sarebbe invece un periodo di digiuno e di pace.

Nell’ultimo anno, lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, sotto il fuoco della Coalizione internazionale e della Russia, ha perso quasi la metà del territorio che aveva occupato. Il tentativo di espansione in Libia è fallito e la roccaforte nera di Sirte è sotto assedio dalle milizie libiche. Proprio per questo, si teme che jihadisti possano infiltrarsi tra i migranti che a frotte, ormai, arrivano sulle nostre coste. Il gruppo terroristico di al-Baghdadi ha, quindi, cambiato strategia, invitando alla “jihad globale” contro i “miscredenti”, anche attraverso una intensa propaganda sul web.

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