IL GOVERNO BENGALESE: “NON C’E’ L’ISIS DIETRO LA STRAGE DI DACCA”

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DACCA 2

Gli jihadisti che venerdì sera hanno attaccato la Holey Artisan Bakery di Dacca, uccidendo almeno 20 persone, tra cui 9 italiani, non avevano legami con l’Isis. Lo sostiene il ministro degli Interni del Bangladesh, Asaduzzaman Khan. Secondo l’esponente del governo asiatico nel Paese arruolarsi come miliziani “è diventata una moda”. I killer, fra l’altro, erano tutti “ragazzi altamente istruiti, provenienti da famiglie benestanti”. E si erano arruolati nel gruppo islamista Jumatul Mujahedeen Bangladesh, dichiarato illegale da 10 anni.

Da quando sono cominciati gli omicidi di stranieri, intellettuali e membri di minoranze religiose in Bangladesh, il governo ha sempre respinto l’ipotesi dell’esistenza sul territorio nazionale di cellule dell’Isis o di Al Qaida, movimentI che spesso hanno rivendicato i cruenti attentati. Il ministero dell’Interno a Dacca ha sempre sostenuto che gli autori degli omicidi erano militanti fondamentalisti locali.

Piange, intanto, anche il Giappone che ha confermato la morte di 7 cittadini nipponici, due donne e 5 uomini.In una conferenza stampa il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha detto che le vittime sono state identificate tramite fotografie e oggetti personali, e al momento dell’attentato si trovavano in Bangladesh per ragioni di lavoro, in rappresentanza dell’Agenzia giapponese di cooperazione internazionale. Un altro cittadino nipponico che lavorava per la stessa agenzia, era stato liberato nel blitz della polizia e non si trova in pericolo di vita. Le autorità giapponesi hanno già inviato un aereo governativo nel paese del sud est asiatico per il trasporto in patria delle salme e per fornire assistenza ai familiari.

Anche l’aereo della Farnesina per il recupero delle vittime italiane è arrivato a Dacca. Sabato responsabili del consolato italiano nella capitale bengalese avevano collaborato alle procedure di riconoscimento dei cadaveri per rendere poi possibile l’esecuzione delle autopsie di rito. Il velivolo, che ha fatto uno scalo tecnico ad Ankara, ripartirà non appena saranno state completate le formalità medico-legali da parte delle autorità del Bangladesh che, a quanto si è appreso, stanno anche pensando di rendere un estremo omaggio ad alto livello agli italiani deceduti.

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