USA, LA CHIESA CHIEDE CON URGENZA UNA RIFORMA DELL’IMMIGRAZIONE José Gómez, secondo la nota pervenuta a Fides, ha chiesto al presidente Barack Obama di fermare le espulsioni degli immigrati irregolari

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La riforma dell’immigrazione come questione umanitaria, prima che politica. Sua Ecc. Mons. José Gómez, Arcivescovo di Los Ángeles, ha commentato la necessità di una nuova legge che regoli gli arrivi e le espulsioni di irregolari in territorio statunitense, un tema molto sentito negli Stati Uniti e spesso utilizzato come vera e propria “arma” elettorale dai politici per accattivarsi elettori e sostentori.

“Abbiamo bisogno di una riforma globale dell’immigrazione ora. Non è una questione politica, è una questione di difesa dei diritti umani e di protezione della dignità umana”, ha precisato l’arcivescovo, a capo della circoscrizione ecclesiastica degli Stati Uniti d’America più grande e con il maggior numero di immigrati ispanici e di diverse parti del mondo.

José Gómez, secondo la nota pervenuta a Fides, ha chiesto al presidente Barack Obama di fermare le espulsioni degli immigrati irregolari, dopo la decisione della Corte Suprema del 23 giugno di confermare lo stop al piano sull’immigrazione di Obama che cerca di dare lo status legale a cinque milioni di immigrati clandestini presenti nel Paese. La Corte Suprema si è pronunciata dopo che 26 Stati, guidati dal Texas, hanno respinto il piano di Obama, ritenendo che il presidente sia andato oltre ai suoi poteri e abbia stabilito misure che competono al Congresso Nazionale.

Nella sua dichiarazione l’arcivescovo di Los Angeles afferma che “il costante fallimento della nostra nazione nell’affrontare la crisi dell’immigrazione è una tragedia umanitaria”. Tuttavia “è ora il momento di mostrare nuovamente il coraggio della leadership morale e politica”.

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