ANTARTIDE, I GHIACCIAI MARINI SONO IN BALIA DEI VENTI Le piattaforme sono mosse dalla costa verso l'oceano aperto influendo sulla circolazione oceanica

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Le piattaforme di ghiaccio marino che circondano l’Antartide sono mosse dai venti dalla costa verso l’oceano aperto influendo sulla circolazione oceanica. Lo hanno rivelato, tramite una simulazione fatta al computer, i ricercatori coordinati da Ryan Abernathey, della Columbia University. La ricerca è stata descritta sulla rivista Nature Geoscience. Nello specifico, i ricercatori hanno usato un modello informatico per sintetizzare milioni di dati su oceani e ghiacci raccolti in sei anni di osservazioni in Antartide riuscendo a stimare – per la prima volta – l’influenza di ghiacci marini, ghiacciai, precipitazioni e riscaldamento nella circolazione dell’oceano. Gli oceani hanno infatti al loro interno delle correnti che portano in superficie le acque profonde e spingono quelle superficiali in basso, distribuendo così il calore e aiutando a immagazzinare l’anidride carbonica, elementi che influiscono sul clima globale.

Gli studiosi della Columbia University hanno scoperto che l’acqua dolce gioca il ruolo più forte nel cambiare la densità del mare che innesca la circolazione oceanica. Il contributo fondamentale al processo è la migrazione stagionale del ghiaccio, in gran parte guidata dai venti che, allertano i ricercatori, è stata 10 volte più impattante della fusione dei ghiacciai sulla terra ferma. Se, al contrario, la banchisa marina si formasse e sciogliesse nello stesso posto, non ci sarebbe un effetto così netto e sarebbe ridotta la forza della circolazione oceanica.

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