IL DOLORE DEL PONTEFICE PER L’ATTENTATO DI DACCA: “DIO CONVERTA I CUORI DEI VIOLENTI” Papa Francesco: "Abbandonare ogni motivo di carrierismo per farsi umilmente strumenti della salvezza"

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cuore

Quella di questa domenica è una piazza San Pietro che si è radunata in preghiera attorno alla figura del Pontefice per pregare e ricordare le vittime dell’efferato attentato consumato la scorsa notte in Bangladesh. “Esprimo la mia vicinanza ai famigliari delle vittime e dei feriti dell’attentato avvenuto a Dacca, e anche di quello avvenuto a Baghdad – ha detto Papa Francesco -. Preghiamo insieme. Preghiamo insieme per loro, per i defunti e chiediamo al Signore di convertire il cuore dei violenti accecati dall’odio”. La preghiera dell’Ave Maria si è quindi alzata al cielo.

Nel commentare il brano evangelico della liturgia odierna, Bergoglio ne ha sottolineato l’importanza, poiché “ci fa capire quanto è necessario invocare Dio, ‘il signore della messe, perché mandi operai per la sua messe’. Gli operai di cui parla Gesù sono i missionari del Regno di Dio, che Egli stesso chiamava e inviava a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Loro compito è annunciare un messaggio di salvezza rivolto a tutti”. Ha poi aggiunto che “missionari” non solo solo quelli “che vanno lontano” ma anche noi  siamo “missionari cristiani che diciamo una buona parola di salvezza. Questo annuncio è dire: ‘E’ vicino a voi il Regno di Dio’, perché Gesù ha avvicinato Dio a noi, si è fatto uno di noi”. “In Gesù, Dio regna in mezzo a noi, il suo amore misericordioso vince il peccato e la miseria umana”.

“E questa è la Buona Notizia che gli operai devono portare a tutti – ha proseguito -: un messaggio di speranza e di consolazione, di pace e di carità. Gesù, quando manda i discepoli davanti a sé nei villaggi, raccomanda loro: ‘Prima dite: Pace a questa casa!. Guarite i malati che vi si trovano’. Tutto questo significa che il Regno di Dio si costruisce giorno per giorno e offre già su questa terra i suoi frutti di conversione, di purificazione, di amore e di consolazione tra gli uomini. È una cosa bella! Costruire giorno per giorno questo Regno di Dio che si va facendo. Non distruggere, costruire!”.

Francesco ha quindi detto con quale spirito “il discepolo di Gesù dovrà svolgere questa missione”. “Anzitutto dovrà essere consapevole della realtà difficile e talvolta ostile che lo attende”. Infatti, “Gesù non risparmia parole su questo! Gesù dice: ‘Vi mando come agnelli in mezzo a lupi’. L’ostilità è sempre all’inizio delle persecuzioni dei cristiani; perché Gesù sa che la missione è ostacolata dall’opera del maligno. Per questo, l’operaio del Vangelo si sforzerà di essere libero da condizionamenti umani di ogni genere, non portando borsa, né sacca, né sandali, come ha raccomandato Gesù, per fare affidamento soltanto sulla potenza della Croce di Cristo. Questo significa abbandonare ogni motivo di vanto personale, di carrierismo o fame di potere, e farsi umilmente strumenti della salvezza operata dal sacrificio di Gesù”.

“Quella del cristiano nel mondo è una missione stupenda, destinata a tutti dalla quale nessuno escluso; essa richiede tanta generosità e soprattutto lo sguardo e il cuore rivolti in alto, per invocare l’aiuto del Signore”. Oggi, ha aggiunto, “c’è tanto bisogno di cristiani che testimoniano con gioia il Vangelo nella vita di ogni giorno. I discepoli, inviati da Gesù, tornarono pieni di gioia. Quando noi facciamo questo, il cuore si riempie di gioia. E questa espressione mi fa pensare a quanto la Chiesa gioisce, si rallegra quando i suoi figli ricevono la Buona Notizia grazie alla dedizione di tanti uomini e donne che quotidianamente annunciano il Vangelo”. “Quanti di voi giovani che adesso siete presenti oggi nella piazza, sentono la chiamata del Signore a seguirlo? Non abbiate paura!  – ha concluso -. Siate coraggiosi e portare agli altri questa fiaccola dello zelo apostolico che ci è stata data da questi esemplari discepoli.

 

 

Dopo l’Angelus, Francesco ha salutato i fedeli di Roma e pellegrini venuti dall’Italia e da diversi Paesi. “Saluto alcuni pellegrinaggi speciali, all’insegna della Misericordia: quello dei fedeli di Ascoli Piceno, venuti a piedi lungo l’antica via Salaria; quello dei soci della Federazione Italiana Turismo Equestre, venuti a cavallo, alcuni addirittura da Cracovia; e quello in bicicletta e motocicletta da Cardito. Nell’Anno Santo della Misericordia mi è caro ricordare che mercoledì prossimo celebreremo la memoria di santa Maria Goretti, la ragazza martire che prima di morire perdonò il suo uccisore. Questa ragazza coraggiosa merita un applauso di tutta la piazza!”.

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