MATTARELLA: “TERRORISMO OTTUSO”. IL PRESIDENTE ANTICIPA IL RIENTRO A ROMA Annullate le visite in Argentina e Uruguay dopo la strage di Dacca. "Gli italiani uccisi erano impegnati nella crescita del Bangladesh"

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“Oggi tutti gli italiani sono con animo triste per i connazionali vittime di una violenza terrorista che semina morte in tutti i continenti. Erano impegnati con la loro presenza a contribuire alla crescita del Bangladesh. Hanno impersonato il contrasto tra una pacifica convivenza e l’ottusità e la violenza del terrorismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando all’Istituto di cultura italiano la comunità italiana presente nel Paese centroamericano. “La vostra presenza – ha aggiunto in un breve discorso accompagnato dall’ambasciatore Alessandro Busacca – è un ponte di collaborazione” tra due Paesi “legati da un’amicizia profonda e crescente collaborazione”

Il capo dello Stato, dopo aver conosciuto i numeri dell’attentato a Dacca, ha deciso di rientrare a Roma, annullando le visite in Urugay e Argentina. Una decisione sofferta e meditata perché si trattava di due viaggi importanti, in Paesi molto amici dell’Italia e preparati da tempo anche per abbracciare la vastissima comunità di origini italiane e stringere ulteriormente le già ottime relazioni.

Ma Mattarella a questo punto non sottovaluta di certo l’aggressione in atto né il significato simbolico di un attacco che forse non del tutto a caso ha colpito prevalentemente italiani, parte di quel mondo di “crociati” che l’Isis ha deciso di sterminare. Ovunque nel mondo. E questo aspetto viene sottolineato da Mattarella che dopo una lunga attesa per avere informazioni certe, è sceso nella hall dell’albergo che lo ospita nella megalopoli messicana per sottolineare “l’orrore senza confini” di questa strage, “l’efferatezza” delle modalità di uccisione, di gente inerme giustiziata senza pietà, torturata con lame affilate perché non conosceva i versi del Corano.

Mattarella, apparso estremamente preoccupato, ha spiegato che “la barbarie del terrorismo è ormai davvero senza confini e il terrorismo con la sua barbarie rappresenta oggi il principale pericolo per il mondo”. Per questo occorre “un impegno comune di tutti, con molta determinazione per sconfiggerlo e riaffermare la prevalenza del valore del rispetto della vita umana, della libertà e della convivenza pacifica del mondo”. “Non c’è più un posto nel pianeta che non sia stato ferito”. Ormai è chiaro che serve una risposta “comune” e molto, molto “determinata”.

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