GLI ITALIANI UCCISI DALLA FOLLIA JIHADISTA. ECCO IL TRAGICO BILANCIO DEL 2015-2016 Gli integralisti islamici seminano morte in tutto il mondo. I nostri connazionali restano vittime in più occasioni delle azioni terroristiche

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L’attentato di Dacca, in Bangladesh, è solo l’ultimo di una lunga serie di atti terroristici che ha visto coinvolti i nostri connazionali in tutto il globo. Alcuni di loro, purtroppo, hanno tragicamente perso la vita. Il 18 marzo 2015, nell’attacco al Museo del Bardo, muoiono quattro turisti italiani: Giuseppina Biella e il marito Orazio Conte, Francesco Caldara e Antonella Sesino. Sempre nella capitale bengalese, in un agguato rivendicato dall’Isis, il 28 settembre 2015 viene ucciso il cooperante Cesare Tavella. È ancora di matrice jihadista l’uccisione di Valeria Solesin, giovane studentessa della Sorbona, durante il cosiddetto “11 settembre” francese. In quell’occasione – è il 13 novembre 2015 – l’Isis mette in atto una serie di attacchi senza precedenti, causando almeno 129 morti e oltre 350 feriti, tra lo Stade de France, diversi ristoranti e bar e il teatro Bataclan.

La ferocia dei terroristi il 15 gennaio 2016 colpisce anche un bambino, Michel Santomenna, figlio del proprietario di un caffè italiano a Ouagadougou in Burkina Faso. L’attacco questa volta è rivendicato da Al Qaida nel Maghreb islamico. Durante un blitz delle forze di sicurezza libiche contro i jihadisti il 3 marzo 2016 restano uccisi Fausto Piano e Salvatore Failla, dipendenti della società di costruzioni Bonatti. I due rapiti erano stati rapiti nel luglio 2015 insieme a Gino Pollicardo e Fausto Calcagno che invece riescono a fuggire. Ultima, in ordine di tempo, la serie di attentati a Bruxelles del 23 marzo 2016, dove tra le 32 vittime c’è l’italiana Patricia Rizzo, funzionaria dell’Unione Europea.

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