BOSSETTI IN CARCERE, IL SUO LEGALE: “DISTRUTTO FISICAMENTE, ANNICHILITO NELL’ANIMA” l'avvocato Claudio Salvagni: "Dimostreremo l'innocenza di cui siamo fermamente convinti"

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Ha trascorso una notte insonne nel carcere di Bergamo Massimo Bossetti, all’indomani della sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise che, dopo 10 ore di camera di consiglio, ha condannato il muratore di Mapello all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha riferito uno dei suoi legali, l’avvocato Claudio Salvagni, che si è recato a far visita al suo assistito riferendo di averlo trovato molto scosso. L’avvocato ha poi postato su Facebook una testimonianza sull’incontro. “Dimostreremo l’innocenza di cui siamo fermamente convinti e, se possibile, oggi lo sono ancora di più!”, ha scritto il legale che descrive il suo cliente come “un uomo distrutto anche fisicamente, annichilito nell’anima. Le nostre mani strette a cercare quella forza indispensabile per continuare a sperare. Le nostre lacrime firma di un rapporto ormai non più solo professionale. Un abbraccio interminabile, sincero, più importante di tante parole. Emozioni scritte per sempre dentro. Questo il mio incontro con Massimo. Lavoreremo ancora più di prima se possibile”.

Bossetti, nella dichiarazione spontanea fatta durante l’udienza finale del processo, si era proclamato innocente: “Sarò uno stupido, sarò un ignorantone – aveva detto ai giudici – ma non sono un assassino. Ripetete l’esame del Dna, se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo”. Al momento della lettura della sentenza, che lo condannava al massimo della pena, il 44enne bergamasco era rimasto impassibile, salvo poi sfogarsi con i suoi difensori. “E’ una mazzatta grossissima – avrebbe detto loro – è come se mi fosse piombato un carro armato sulla testa, avevo fiducia nella giustizia. E’ allucinante, non sono stato io”. Sempre nella tarda mattinata di ieri, si è recata in visita in carcere anche la moglie di Bossetti, Marita Comiera. La donna era da sola, senza i figli. In merito, il tribunale di Bergamo aveva già tolto al muratore la patria potestà. Alla luce della sentenza, resta da capire se in futuro potrà comunque vederli.

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