BREXIT: LA REGINA IN SCOZIA INVITA ALLA CALMA, A LONDRA CORTEO PRO-UE La sovrana interviene al parlamento di Edimburgo, mentre nella capitale parte una marcia a favore dell’Europa

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“Resto fiduciosa che i parlamentari scozzesi utilizzeranno il loro potere in modo saggio per continuare a fare gli interessi di tutta la Scozia”. È quanto affermato dalla regina Elisabetta intervenendo ieri a una nuova sessione del parlamento di Edimburgo. Sono queste le prime dichiarazioni ufficiali rilasciate dalla sovrana dopo il referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. “Il mondo in cui viviamo – ha affermato – è straordinariamente complesso e si muove ad una velocità incredibile. Ma l’apertura di una nuova sessione del parlamento scozzese è un momento di speranza e ottimismo”. “Stare calmi e riflettere bene è sempre più importante in un mondo pieno di sfide”, ha ribadito.

La regina, prima del discorso, aveva salutato la folla che l’aspettava fuori dal parlamento. Cappotto e capellino verde acqua, guanti bianchi e borsa nera, era accompagnata dal principe Filippo. La sovrana britannica trascorrerà in Scozia una settimana, come ogni anno all’inizio di luglio. Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, intervenendo all’apertura della quinta sessione del parlamento scozzese dopo la regina Elisabetta, ha detto che “la Scozia avrà un ruolo in un’Europa più forte”. Il parlamento, ha aggiunto la premier, “porterà avanti il volere della nostra gente”, riferendosi al 62% di scozzesi che al referendum hanno votato “Remain”, cioè avevano scelto di restare nell’Unione Europea.

Mentre la regina invitava alla calma, decine di migliaia di persone vestite di blu e giallo – i colori dell’Europa – marciavano, a Londra, a favore della Ue e contro la Brexit. Il corteo, partito a mezzogiorno da Hyde Park, si è sviluppato fino al parlamento di Westminster. Molte le personalità presenti che hanno tenuto i loro discorsi: dal mondo della politica e dei sindacati a quello della cultura. Tra gli slogan più gettonati “We love Eu” (“Amiamo l’Unione Europea”) e “Not in my name” (“Non nel mio nome”).

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