STRAGE DI ITALIANI A DACCA, ECCO CHI SONO

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Sono 9, sinora, le vittime italiane accertate dell’attentato dell’Isis a Dacca. Lo ha comunicato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Si tratta di Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti. “Abbiamo seguito tutta la notte gli eventi, sperando in esiti diversi. Ora un velivolo della Presidenza è in volo verso Dacca. Notizie ufficiali verranno date prima alle famiglie delle vittime” ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Davanti alla tragedia dell’estremismo radicale, credo sia il momento in cui l’Italia unita dia un messaggio di dolore e compassione – ha aggiunto il premier-. Piangiamo lacrime di solidarietà e cordoglio, ma è anche il momento di lanciare un messaggio di determinazione: l’Italia non arretra davanti alla follia di chi vuole disintegrare la vita quotidiana, siamo colpiti ma non piegati”.

Un portavoce dell’esercito bengalese ha affermato che la maggior parte delle 20 vittime dell’attacco di Dacca sono italiani e giapponesi. “Molti sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate”, ha riferito l’esercito dopo una notte di terrore. Chi sapeva recitare versi del Corano sarebbe stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dall’Holey Artisan Bakery.

La premier Hasina ha riferito che un terrorista, ferito, è stato arrestato, aggiungendo che 13 ostaggi sono stati liberati e sei assalitori sono stati uccisi nel blitz. “E’ stato un atto odioso. Il mio governo è determinato a sradicare il terrorismo”. Fonti ufficiali riferiscono anche della morte di due poliziotti. Quattro degli ostaggi liberati sarebbero stranieri. Al momento il Giappone ha reso noto che un suo cittadino figura tra gli ostaggi liberati, mentre i media locali parlano anche di una coppia di cittadini dello Sri Lanka.

Un testimone italiano che si è messo in salvo ha riferito che italianioccupavano numerosi un tavolo del locale. E’ scattato alle 7.40 ora locale, le 3.40 in Italia, il blitz delle forze speciali nel ristorante Holey Artisan Bakery nella capitale del Bangladesh. Qui, ieri sera alle 21.20 ora locale (le 17.20 in Italia), un commando di terroristi islamici aveva preso in ostaggio almeno 35 persone, di cui una ventina stranieri (fra questi almeno sette italiani), dopo aver ucciso due poliziotti.

Nell’assalto al caffè dove si erano asserragliati dai sette ai dieci terroristi sono stati impiegati oltre un centinaio di uomini del Battaglione di azione rapida. Le teste di cuoio nella notte avevano cercato di trattare con i miliziani, senza risultato. Un sito legato all’Isis, Amaq, che aveva già pubblicato la rivendicazione del Califfato, ha diffuso foto di presunte vittime all’interno del ristorante: cinque o sei cadaveri di donne e uomini per terra, in pozze di sangue, fra i tavoli con ancora i resti della cena. L’attacco delle teste di cuoio è durato una decina di minuti, durante i quali si sono sentiti spari ed esplosioni. Gli ostaggi soccorsi sono stati portati in ospedale.

Paese a maggioranza musulmana fondamentalmente pacifico, da tre anni il Bangladesh ha visto una crescente ondata di attacchi di matrice estremista. Gli attentati, spesso a colpi di machete, hanno preso di mira fedeli di minoranze religiose (cristiani, hindu, buddisti), seguaci di espressioni dell’Islam non corrispondenti al ramo ortodosso sunnita, attivisti omosessuali, stranieri. Alcune di queste azioni sono state rivendicate dall’Isis e altre dal ramo di al-Qaeda nel subcontinente indiano, anche se le autorità le attribuiscono a fazioni locali. Sull’onda di questo crescendo fondamentalista, la polizia ha lanciato a giugno una massiccia operazione anti-jihadista che ha portato all’arresto di oltre 5mila persone, tra cui circa 200 presunti estremisti.

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