CISGIORDANIA, L’ESERCITO ISRAELIANO BLOCCA TUTTI GLI ACCESSI A HEBRON I militari hanno “blindato” le strade che collegano la città ai villaggi limitrofi, ad eccezione di quella settentrionale

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Escalation di violenze in Medio Oriente. L’esercito israeliano ha bloccato l’accesso alla città di Hebron, dopo che due israeliani erano stati uccisi nei giorni scorsi in un attacco da parte di miliziani palestinesi nell’area. Hebron, la città più popolosa della Cisgiordania (o Giudea, secondo la toponomastica ebraica) ha circa 200.000 abitanti palestinesi più, circa, 700 ebrei che vivono nell’antico quartiere ebraico. I militari hanno “blindato” anche i villaggi circostanti e chiuso i varchi, posizionando delle barriere, per bloccare l’accesso alle strade che collegano la città ai villaggi limitrofi, ad eccezione di quella settentrionale che porta verso Halhul, a nord.

Hebron è una delle città al centro dell’Intifada dei coltelli. Almeno 214 palestinesi, 34 israeliani, due cittadini statunitensi, uno eritreo e uno sudanese sono rimasti uccisi dal settembre del 2015. Secondo l’esercito israeliano, almeno l’80 per cento degli attacchi sono stati condotti da palestinesi originari dell’area di Hebron, dove le poche centinaia di famiglie di coloni israeliani vivono in enclave “blindate” dalle guardie dell’esercito.

Ciò però non ha impedito altre tragedie. Solo giovedì scorso, un giovane palestinese di 19 anni, Mohammed Nasser Tarayra, aveva accoltellato a morte un’adolescente israeliana di 13 anni, Hillel Yafa Ariel, dopo aver superato la barriera di sicurezza dell’insediamento in cui risiedeva la ragazzina ed essersi introdotto nella sua stanza da letto. L’aggressore è stato poi colpito dalle guardie di sicurezza.

Venerdì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva organizzato una riunione di emergenza con il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, al termine della quale avevano deciso di circondare ed interdire l’uscita dal villaggio palestinese di Bani Na’im, luogo da dove proveniva Tarayrah. Netanyahu aveva aggiunto che verrà revocato il permesso di lavoro a tutti i familiari dell’assalitore e che la sua casa sarà distrutta. Il premier aveva anche detto: “Mi auguro che il mondo condanni l’omicidio, come è stato fatto per gli attentati di Orlando e Bruxelles”. “Mi auguro anche che la leadership palestinese condanni fermamente questo brutale omicidio e smetta di incitare (all’odio) immediatamente”, aveva concluso il premier.

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