LIBIA, SI DIMETTONO 4 MINISTRI. TRIPOLI: “NON AVEVANO MAI ACCETTATO L’INCARICO” Il governo: "Non avendo mai preso servizio sono decaduti dalla carica". Sarraj cerca ancora la fiducia di Tobruk

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Quattro ministri provenienti dall’est hanno rassegnato le proprie dimissioni dal governo unitario libico. L’esecutivo, sulla sua pagina Facebook, ha però precisato che, in realtà, i quattro non avevano ancora accettato l’incarico e non avevano mai preso servizio. Gli ex componenti dell’esecutivo, spiega la nota, “sono stati sempre assenti perché si sono rifiutati di assumere l’incarico nel governo di accordo nazionale. Considerato che la legge libica equipara i ministri ad alti dirigenti pubblici ed ha un proprio regolamento rispetto all’assenza dal pubblico impiego, i quattro sono da considerarsi dimissionari in quanto assenti da più di 30 giorni”. Formalmente si tratterebbe quindi di una rinuncia.

Si tratta dei ministri del Tesoro, Fakher Boufarna, della Giustizia, Jumua al Darsi, della Riconciliazione nazionale, Abdel Jawad al Obeidi e dell’Economia e dell’Industria, Abdel Matlub Boufarua. I quattro sono considerati vicini al blocco “orientale” della Cirenaica, dove ha sede l’entità governativa “parallela” non riconosciuta dalla comunità internazionale. Proprio negli ultimi giorni il governo libico sostenuto dall’Onu ha marcato i tre mesi esatti dal rocambolesco insediamento via mare nella base navale di Abu Seta, a Tripoli, avvenuto il 30 marzo del 2016.

L’esecutivo guidato da Serraj resta in attesa del via libera della Camera dei rappresentanti con sede a Tobruk, finora impossibilitata a votare la fiducia ai ministri per via del boicottaggio degli esponenti della Cirenaica, la regione nell’est della Libia, vicini al generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico che non riconosce la legittimità dell’esecutivo tripolino.

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