VESCOVI E PRELATI IN MEDIO ORIENTE PER UN CORSO DI FORMAZIONE SUGLI AIUTI UMANITARI Promosso dal Pontificio Consiglio Cor Unum, Il percorso è nato da una richiesta espressa dai rappresentanti di organismi di carità nel corso della terza riunione sulla crisi umanitaria in Siria

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aiuti umanitari

Si sta svolgendo in questi giorni, a Beirut, una speciale sessione di formazione per il personale diocesano impegnato nel servizio di carità nel contesto della crisi umanitaria siriana. Il percorso formativo è promosso dal Pontificio Consiglio Cor Unum con la collaborazione di tre organismi cattolici di carità: Catholic Relief Service (Crs), Aid to the Church in Need (Acn) e Missio. Vi partecipano ben 11 vescovi, alcuni rappresentanti di istituti religiosi maschili e femminili, e il personale impegnato nell’attività caritativa in Siria, provenienti dalle diverse diocesi. Per Cor Unum è presente il segretario, mons. Giampietro Dal Toso. Ad accompagnare i lavori, anche il nunzio apostolico nel Paese, mons. Mario Zenari.

Questo particolare percorso è nato sulla base di un’esigenza espressa da rappresentanti di organismi di carità e vescovi durante la terza riunione sulla crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei paesi limitrofi, organizzata da Cor Unum il 17 settembre del 2015. L’obiettivo di queste sessioni in Libano, è quello di approfondire gli elementi di base per la predisposizione di progetti implementati dagli organismi di carità e dalle singole diocesi nazionali, impegnati nell’aiuto umanitario alle popolazioni del Medio Oriente che vivono in situazioni di crisi.

Il programma è articolato su più giornate e prevede, oltre alla formazione teologica, anche incontri specifici per i vescovi e per i religiosi. Inoltre, si svolgono sessioni indirizzate al personale tecnico delle diocesi, dedicate all’analisi delle metodologie progettuali nel campo umanitario. I primi giorni di luglio, i briefing si concentreranno sugli aspetti più specifici del “capacity building” e del “project management”, nonché sull’analisi delle fasi di realizzazione dei progetti: programmazione, pianificazione, realizzazione, conclusione e verifica.

La crisi che sta colpendo il Medio Oriente continua a essere al centro delle preoccupazioni della Santa Sede e della Comunità internazionale, non solo per la gravità che si è prodotta a seguito della guerra. Infatti, secondo i dati disponibili, dal 2011, questo conflitto avrebbe provocato (fino ad oggi) circa 400 mila vittime e oltre 2 milioni di feriti. Attualmente, sono più di 12 milioni le persone bisognose di aiuto in Siria e oltre 8 milioni in Iraq; i rifugiati interni sono più di 6 milioni (in Siria ve ne sono 3 milioni in più rispetto all’Iraq), mentre al meno 4 milioni sono i rifugiati siriani in tutta l’area del Medio Oriente: in particolare, 1,9 milioni in Turchia, 1,1 milione in Libano, più di 600 mila in Giordania.

In base ai dati della prima “Indagine sull’aiuto umanitario delle entità ecclesiali nell’ambito della crisi siriana e irachena per l’anno 2014-2015″, prodotta da Cor Unum e presentata lo scorso settembre, risulta che lo scorso anno le istanze della Chiesa cattolica hanno mobilitato più di 150 milioni di dollari a favore di un numero di beneficiari diretti vicino ai 5 milioni; mentre i settori di intervento prioritari sono stati finora: istruzione (più di 37 milioni di dollari); aiuto alimentare (più di 30 milioni di dollari); fornitura di beni non alimentari (circa 25 milioni di dollari); sanità (circa 16 milioni di dollari); sostegno per l’alloggio e il pagamento degli affitti (più di 10 milioni di dollari). Al momento è in corso l’Indagine relativa al periodo 2015-2016.

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