EFFETTO BREXIT SULL’ITALIA, CONFINDUSTRIA: PIL IN CALO DEL 50% Il centro studi rivede in negativo la crescita dell'economia. Istat: a maggio lieve calo della disoccupzione

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Si faranno sentire subito gli effetti del Brexit sull’economia italiana. Il centro studi di Confindustria ha rivisto al ribasso la crescita del Pil di quasi il 50%. Nel 2016 il prodotto interno lordo italiano dovrebbe crescere dello 0,8% (anziché dell’1,4%) e nel 2017 dello 0,6% (invece dell’1,3%).

La decisione del Regno Unito di uscire dall’Ue secondo il Csc provoca infatti un rallentamento della domanda globale, causa una crescita più lenta nelle esportazioni italiane, l’aumento delle incertezze tra imprese e consumatori con maggiore prodenza nei comportamenti di consumo.

La risalita dell’economia è modesta e ci sono rischi di instabilità. Con la Brexit il rallentamento si estende e la dinamica degli scambi globali è destinata a ridursi. Tra le cause, oltre alla Brexit, le elezioni Usa e il referendum costituzionale “il cui fallimento potrebbe interrompere il recupero intrapreso e far ricadere l’economia italiana in recessione”.

Notizie positive, invece, sul fronte del lavoro con la disoccupazione che a maggio cala all’11,5%. Lo comunica l’Istat, sulla base dei dati provvisori. Sempre a maggio, il tasso di occupazione risulta invece pari al 57,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali sul mese precedente

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