Amoris laetitia, oltre le apparenze

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L’Amoris Laetitia va letta tutta, meditata, approfondita ed attuata dal popolo di Dio, fedeli e pastori insieme, ognuno con i propri compiti e funzioni. La parte più corposa è sulla bellezza del dono del matrimonio vissuto nell’amore fedele, responsabile, ricco di gioi e di tante difficoltà. Più volte il Papa porta come testimonianza storie di vita ricche di cammino di coppia, con i figli, nell’accoglienza dei poveri, dei bimbi diversamente abili, degli anziani, degli indigenti come dono.

Inoltre esprime chiaramente una linea sicura sul matrimonio tra un uomo ed una donna e condanna chiaramente le lobby e gli Stati che vogliono far tacere la Chiesa su questioni importanti come la vita e l’aborto, l’eutanasia, il gender, la maternità surrogata.

Poi vi è tutto il capitolo otto, quello che interessava molto ai mass media. Qui vi è un’interessante linea pastorale in cui il Papa chiede che i vescovi non siano più spettatori o docenti ma pastori, vicini alle situazioni al punto da prendersi delle serie responsabilità di fronte a Dio e agli uomini in riferimento alla nullità del matrimonio e alle situazioni più varie: nozze tra cristiani di diverse confessioni, tra persone di religioni diverse, separati, divorziati risposati, tutte situazioni molto diverse che vanno conosciute.

Inoltre propone al n. 300 un vero e proprio cammino penitenziale. Cito: “I presbiteri hanno il compito di accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi, se ci sono stati tentativi di riconciliazione, come è la situazione del partner abbandonato, quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli, quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio. Una sincera riflessione può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno”.

Penso anche che questi fratelli e sorelle devono camminare insieme al popolo di Dio e non in cammini separati. Lo Spirito Santo continua a guidare molto bene la Chiesa e il Papa.

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1 COMMENT

  1. Di fronte al problema dei divorziati risposati mi chiedo sempre: quanti di loro hanno fatto tutto il possibile per vedere riconosciuta la nullità del proprio matrimonio? E’ vero che non tutti i matrimoni falliti sono nulli, ma in questo caso il dovere di un cattolico che voglia regolarizzare la sua posizione in coerenza con le proprie idee é quello di fiondarsi in un tribunale ecclesiastico e sottoporgli il suo caso. Non c’é neanche la scusa dei soldi, perché annullamento e divorzio costano più o meno lo stesso. E’ vero anche che la procedura per l’annullamento non é solo la ratifica di un rapporto concluso, come il divorzio, ma é un vero e proprio processo canonico che deve scavare nel vissuto e nella posizione etica delle due parti: quindi richiede tempo e disponibilità, ma chi ha detto che la coerenza non costa fatica? E se a uno della coerenza non gliene frega niente, perché vuole a tutti i costi fare la Comunione? Mi sembra che in questo caso diventi un rito magico o consolatorio.

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