NAUFRAGIO NEL CANALE DI SICILIA: MORTE 10 DONNE

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Ennesima tragedia nel Canale di Sicilia,  dove un gommone carico di migranti è affondato quando si trovava a circa 20 miglia dalle coste libiche. L’imbarcazione è riuscita a lanciare una richiesta di soccorso, raccolta dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera che ha inviato in aiuto del natante la sua nave Diciotti.

L’equipaggio, una volta giunto sul posto, ha trovato il gommone semi affondato e molti profughi in acqua. La Guardia Costiera, grazie al suo tempestivo intervento, è riuscita a salvare 107 migranti, tra cui donne e bambini. Inoltre sono stati recuperati anche 10 cadaveri, di dieci donne morte in seguito al naufragio della loro imbarcazione.

Dopo aver effettuato il salvataggio, la nave Diciotti ha comunicato alla centrale operativa che il naufragio si è verificato in condizioni meteorologiche pessime: mare forza 3, vento a 30 noci e onde alte fino a due metri. Dopo aver recuperato i superstiti la nave della Guardia Costiera è rimasta nella zona della tragedia alla ricerca di eventuali superstiti.

La rotta del Mediterraneo è stata definita dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) la più pericolosa. Secondo un rapporto fornito dall’Organizzazione sono oltre 3.400 i migranti che sono morti o dispersi nel tentativo di attraversare le frontiere di tutto il mondo. E di questi, l’80% riguarda le rotte per l’Europa. Il dato è superiore del 12% rispetto ai primi 5 mesi del 2015.

 

 

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