BOLIVIA, CORTEO DI PROTESTA CONTRO LE RIFORME DI MORALES: VIOLENTI SCONTRI TRA OPERAI E POLIZIA Il sindacato si oppone alla chiusura di una fabbrica tessile statale e al licenziamento degli 800 dipendenti

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Violenti scontri si sono verificati ieri tra polizia ed operai durante le manifestazioni di protesta contro la politica di riforma del settore pubblico voluta dal presidente Evo Morales. I cortei, organizzati in diverse città della Bolivia, si sono conclusi con feriti e arresti. “Quattro poliziotti sono rimasti feriti”, dopo essere stati colpiti da “pietre” lanciate da manifestanti, ha detto durante una conferenza stampa il ministro dell’Interno boliviano Carlos Romero. La polizia ha usato gas lacrimogeni per sgomberare un viale di Cochabamba, città situata 400 chilometri ad est da La Paz, la capitale, e bloccata da ieri mattina dagli operai. Il leader sindacale Angelo Camacho ha riferito che più di 60 persone sono state arrestate e “diversi compagni feriti” dall’intervento di “poliziotti codardi”.

Cortei e proteste si sono svolte in sei delle nove regioni della Bolivia, con strade bloccate e scioperi convocati per le tre giornate di mobilitazione dalla Centrale boliviana dei Lavoratori (Cob), la principale sigla sindacale del Paese. La Cob, che ormai ha preso le distanze da Morales – lui stesso un sindacalista prima di diventare presidente dieci anni fa – chiede il ritiro del decreto che dispone la chiusura di una fabbrica tessile di stato e la modifica di alcune norme sul funzionamento delle aziende pubbliche e relative a pensioni e altre prerogative dei dipendenti pubblici. Nella fabbrica statale lavorano 800 persone che rimarranno disoccupate. Nel 2013 era stato raggiunto un accordo tra governo e sindacati, ma questi sostengono che molti capitoli non sono stati rispettati.

I sindacalisti della Cob non sono gli unici che disapprovano Morales. Lo scorso 21 giugno, migliaia di boliviani erano scesi in piazza per protestare contro il governo. Mentre era in corso lo sciopero nazionale degli insegnanti e dei lavoratori del settore sanitario, a La Paz ci sono stati cortei di protesta contro il governo di Evo Morales, i primi in sette anni. Anche in quella occasione, i manifestanti chiedevano di ritirare il decreto presidenziale che ordina la chiusura della fabbrica tessile.

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