BAN KI MOON A ISRAELE: “RIMUOVERE IL BLOCCO DI GAZA, E’ UNA PUNIZIONE COLLETTIVA” Il segretario generale Onu: "il 70% degli abitanti di Gaza hanno oggi bisogno di aiuto umanitario"

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Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki moon, ha chiesto ad Israele di rimuovere il blocco di Gaza definendolo una “punizione collettiva” per i cittadini dell’enclave palestinese. Dalla Striscia, dove oggi è stato per una breve visita, Ban ha sottolineato che “la situazione non può continuare: alimenta rabbia e disperazione e accresce il pericolo di un aumento delle ostilità”. Secondo Ban “il 70% degli abitanti di Gaza hanno oggi bisogno di aiuto umanitario. Metà dei giovani o non hanno lavoro o piccole prospettive per il futuro”. Nelle stesse ore della visita di Ban Ki-moon, Israele e Turchia hanno raggiunto un accordo sulla normalizzazione delle loro relazioni nonostante la revoca del blocco israeliano sulla Striscia di Gaza, richiesto dalla Turchia, non sia stato concesso. Israele ha chiarito che il blocco per la sicurezza marittima di Gaza continuerà, ma ha accettato che la Turchia fornisca assistenza umanitaria alla regione attraverso il porto israeliano di Ashdod.

Le dichiarazioni del segretario generale Onu arrivano durante la sua visita di due giorni in Israele, conclusa ieri, in una fase di stagnazione nei negoziati tra israeliani e palestinesi. Durante il primo giorno di visita, Ban aveva invitato i leader di Palestina e Israele ad intraprendere “misure coraggiose” per realizzare una pace duratura. Lo stesso giorno, a Gerusalemme, il segretario generale aveva incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e, durante la conferenza stampa a margine dell’incontro, aveva affermato che il conflitto israelo-palestinese potrà essere risolto solo attraverso l’adozione di misure politiche coraggiose.

“Da lungo tempo –aveva detto Ban martedì – i popoli di Israele e Palestina vivono nella spirale della violenza, le cui radici non saranno eliminate semplicemente attraverso l’adozione di misure per la sicurezza. Per risolvere questo problema, occorrono speranze e prospettive politiche, insieme a leader che si dedichino alla realizzazione della pace e alla elaborazione di un piano per una soluzione equa e duratura della questione.” In risposta, Netanyahu aveva accusato il Movimento di Resistenza Islamico (Hamas) – che controlla la Striscia di Gaza – di aver distrutto la pace.

Martedì notte, a Ramallah, Ban Ki-moon ha incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas, con cui ha ribadito l’importanza di raggiungere la riconciliazione all’interno della Palestina e porre fine al blocco di Gaza. Il Segretario Generale dell’Onu ha anche chiesto alla leadership palestinese ad adottare misure efficaci contro coloro che fomentano sentimenti anti-israeliani e attacchi contro gli ebrei. Abbas, dal canto suo, ha ribadito la ferma condanna dell’occupazione israeliana della Palestina, considerandola un ostacolo al raggiungimento della pace.

“Se non si riconoscerà che i palestinesi e il popolo ebraico hanno innegabili legami storici e religiosi con questa terra – ha ribadito Ban – non ci sarà modo di superare il conflitto. Questo non potrà essere risolto attraverso la violenza, la soluzione deve essere fondata sul rispetto reciproco e sul riconoscimento delle legittime aspirazioni di entrambi i popoli. La composizione del conflitto non può essere imposta dall’esterno, ma deve essere basata su negoziati diretti tra le due parti sulla questione dello status finale

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