OGGI E’ LA FESTA DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

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festa dei Santi apostoli Pietro e Paolo

Il 29 giugno è festa solenne nella Chiesa cattolica, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il discepolo prediletto di Gesù e il grande evangelizzatore convertito sulla via di Damasco, i due fondatori della Chiesa di Roma. Sarebbe questo, infatti, il giorno nel quale, secondo le fonti storiche, furono martirizzati i due Patroni della Città, che – come dichiarò Papa Leone Magno nel V secolo d. C., – trasformarono da “maestra in errore” in “discepola di verità”.

Tutto il mondo cristiano celebra questa festività, istituita con Decreto Pontificio il 29 aprile 1818. In Turchia, cattolici e ortodossi festeggiano insieme in preghiera presso la Grotta di Pietro, sul monte Silpius.

A Roma, si tiene la decima edizione della Girandola di Michelangelo, con i fuochi d’artificio della spettacolare terrazza del Pincio, a Piazza del Popolo. Una riproposta moderna della manifestazione voluta da Papa Sisto IV, nel XV secolo d. C., per festeggiare le feste solenni della  Chiesa cattolica. La sera del 28, avviene la benedizione dei paramenti liturgici da parte del Santo Padre.

Simone, detto Pietro, scelto da Cristo come fondamento, pietra, roccia (in aramaico, kefa) dell’edificio ecclesiale  – “E io ti dico: ‘tu sei Pietro, e su di te edificherò la mia Chiesa” (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), fu il primo a battezzare un pagano ed è considerato santo da tutti i cristiani. Fu il capo della prima comunità cristiana, ad Antiochia. Nel primo secolo, fu infatti l’attuale Siria il centro della fede cristiana. Anche San Paolo, infatti, per la tradizione, si convertì mentre si recava a Damasco per uccidere i cristiani. Per i cattolici della Chiesa di Roma, secondo la tradizione, Pietro è stato anche il primo Papa.

Secondo i Vangeli, era nativo di Betsaida, a nord del lago di Tiberiade. Era pescatore, più volte descritto sulla barca insieme al fratello Andrea sul lago di Galilea, dove incontrò Gesù. Per ricordare la sua professione, la mattina del 29, al portale centrale della Basilica di San Pietro, viene appesa la “nassa del pescatore”. Sappiamo che era sposato dal riferimento evangelico alla guarigione della suocera da parte di Gesù. Clemente Alessandrino racconta che la moglie lo seguì nella sua predicazione e morì martire prima di lui. Dopo la Passione, morte e Resurrezione di Cristo, prende la guida degli apostoli dopo la Pentecoste. Viene arrestato e liberato tre volte. Fu missionario in Samaria, ad Antiochia, a Gerusalemme.  Ormai anziano, predicò a Roma nel regno di Claudio, intorno al 42 d. C., come attestano numerose fonti, tra cui un’iscrizione nella Basilica di San Sebastiano, venerata anticamente come Domus Petri. A Roma fu in disputa teologica con Simon Mago. Durante le persecuzioni dei cristiani di Nerone, fu imprigionato nel Carcere Mamertino – dove poi è sorta la Chiesa di San Pietro in Carcere, nel  IV secolo –; fuggì, ma fu catturato dai soldati dell’imperatore e crocifisso a testa in giù, secondo quanto raccontano Girolamo, Tertulliano, Eusebio e Origene, tra il 64 e il 67.

Se Pietro era un umile uomo del popolo, analfabeta – agrammatos, in greco –, Paolo era invece erudito. È chiamato l’“apostolo dei gentili”, termine quest’ultimo che designava gli ebrei ellenizzati, cioè di cultura greca nel mondo romano. Secondo la narrazione biblica, mentre si recava da Gerusalemme a Damasco, per organizzare la repressione dei cristiani, fu accecato da una luce fortissima, che lo rese cieco per tre giorni, finché non fu guarito dal cristiano Anania,  e udì una voce dal cielo che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Subito convertito, iniziò la sua opera di evangelizzazione. In Giordania, in Grecia, in Asia minore. Fu fatto incarcerare dagli ebrei a Gerusalemme con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Appellatosi però all’autorità dell’imperatore, in quanto cittadino romano, fu condotto a Roma, dove visse agli arresti domiciliari per molti anni, continuando però la sua predicazione. Fu decapitato per volontà di Nerone.

Nel Decretum Gelasianum, del V secolo, si afferma che San Pietro e San Paolo furono martirizzati nello stesso giorno, appunto il 29 giugno del 67: “Non in un giorno diverso, come vanno blaterando gli eretici, ma nello stesso tempo e nello stesso giorno Paolo fu con Pietro coronato di morte gloriosa nella città di Roma sotto l’imperatore Nerone”.”. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio di sangue a Roma, la loro testimonianza al Vangelo di Cristo.

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