TABACCAIA UCCISA AD ASTI: CONDANNATO A 30 ANNI IL KILLER REO CONFESSO Maria Luisa Fassi fu trovata in una pozza di sangue all'interno della sua attività, morì in ospedale dopo 12 ore. Il referto autoptico parla di 45 coltellate, 30 delle quali l'hanno raggiunta in pieno

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Pasqualino Folletto, reo confesso dell’omicidio della tabaccaia astigiana Maria Luisa Fassi, uccisa con 45 coltellate il 4 luglio del 2015, è stato condannato a scontare una pena di 30 anni di carcere. La sentenza è stata emessa dal giudice del Tribunale di Asi, Alberto Giannino. Per il pm Luciano Tarditi, si tratta di una “sentenza in linea con quanto richiesto”, mentre il legale di parte civile delle famiglie Fassi e Vignale, Pierpaolo Berardi, ha sottolineato che “di fatto è un ergastolo”.

Uno dei due legai della difesa, Silvia Merlino ha sottolineato che nella sentenza sono state “concesse le generiche e riconosciuta l’aggravante della crudeltà”. Inoltre l’avvocato, dopo aver letto le motivazioni – che verranno rese pubbliche a settembre – ha dichiarato che faranno ricorso in appello. Al processo, che si è svolto con rito abbreviato, era presente anche Folletto che ha ascoltato la lettura della sentenza e, al termine, è scoppiato in lacrime.

La mattina del 4 luglio 2015, Maria Luisa Fassi fu trovata, riversa sul pavimento della tabaccheria che gestiva ad Asti, in una pozza di sangue, da un cliente. Fu immediatamente trasportate in ospedale ma a causa delle gravi ferite morì poche ore dopo. Il referto autoptico parlava di 45 coltellate, 30 delle quali l’avevano presa in pieno. La tabaccaia fu colpita al cuore, al polmone, al ventre, alla schiena, alle braccia, inoltre nella furia l’assassino le aveva tagliato un orecchio.

Immediatamente partono le indagini, che individuano come sospetto Pasqualino Folletto. L’uomo, messo di fronte ad alcuni fotogrammi che lo riprendevano di fronte alla tabaccheria, crolla e confessa il delitto. Ammette che era entrato con l’intenzione di rapinare il negozio, ma non con quella di uccidere la donna. A spingerlo la disastrosa situazione economica in cui si trovava.

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