REFERENDUM IN GB, LE REAZIONI DEI LEADER MONDIALI DA TUSK A OBAMA Portavoce della Casa Bianca: "il presidente parlerà con il primo ministro Cameron in giornata"

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Tanti i commenti e le dichiarazioni dei leader europei e mondiali sulla Brexit. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato che la Ue è “determinata a mantenere la sua unità a 27” e ha sottolineato che fino a quando la Gran Bretagna non lascia, vengono formalmente applicate le norme Ue. Il presidente ha annunciato un incontro informale a “27 a margine del Consiglio Europeo – in programma il prossimo 28-29 giugno – e proporrò anche di cominciare un’ampia riflessione su futuro della nostra Unione”.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha comunicato che vuole incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel per evitare l’effetto domino: “Non ci sarà alcuna reazione a catena – ha commentato Schulz alla tv pubblica tedesca Zdf – non credo che altri Paesi saranno incoraggiati a percorrere questa strada pericolosa”.

Per la Merkel parla il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che è stato il primo a commentare la notizia del risultato referendario britannico: “Maledizione, un brutto giorno per l’Europa” ha twittato. Rimanendo in Germania: “L’Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha dichiarato di essere in stretto contatto con i suoi colleghi del G7 (Usa, Francia, Italia, Regno Unito, Canada e Giappone). “Rispettiamo e ci rammarichiamo della decisione degli elettori britannici. Questa provoca gravi danni a entrambe le parti”, ha detto su Twitter il presidente del partito Popolare europeo (Ppe) al Parlamento europeo, Manfred Weber. “Non ci può essere nessun trattamento speciale per il Regno Unito”, ha ribadito Weber, e quindi “i negoziati di uscita devono concludersi entro due anni”.

Il premier belga Charles Michel ha chiesto di convocare al più presto un ‘conclave’ senza la Gran Bretagna. “Per 40 anni la relazione tra la Gran Bretagna e l’Ue è stata ambigua, ora è chiara. La volontà degli elettori deve essere rispettata. Ora c’è bisogno di un negoziato chiaro e veloce per l’uscita” della Gran Bretagna dall’Ue, ha scritto sempre sul sociale il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz.

Guardando oltreoceano, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama “è stato informato sulle notizie in arrivo dal referendum nel Regno Unito” e “continuerà ad essere aggiornato dalla sua squadra sulla situazione”. Un portavoce della Casa Bianca ha aggiunto che “il presidente avrà l’opportunità di parlare con il primo ministro Cameron in giornata”.

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