SIRIA, 25 CIVILI UCCISI DA RAID AEREI NEL SUD DI RAQQA Lo denuncia l'Osservatorio siriano sui diritti umani, senza specificare chi li abbia compiuti

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Nuova strage di civili in Siria. Secondo quanto denunciato dall’Osservatorio siriano sui diritti umani, almeno 25 persone, tra cui sei bambini, sono state uccise durante dei raid aerei a Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria. Si tratterebbe solo di comuni cittadini e non di miliziani jihadisti. “Altre decine di persone sono rimaste ferite, alcune di loro versano in condizioni critiche”, ha spiegato l’ong, aggiungendo che gli attacchi dei numerosi raid aerei hanno preso di mira vari quartieri ma precisando di non poter dire se si sia trattato di bombardamenti compiuti dall’aviazione russa o siriana. Sono settimane che l’area settentrionale della città di Raqqa, la capitale del sedicente ‘califfato’, è stretta d’assedio a nord dalle forze arabo-curde sostenute dagli Usa e a sud da quelle siriane appoggiate dai jet russi.

Da Mosca rivelano che quasi 25.000 militari e civili russi hanno partecipato all’intervento militare nel Paese del presidente Assad, iniziato il 30 settembre del 2015. E’ la prima volta che emerge un dato ufficiale sul numero dei russi coinvolti nelle operazioni militari in Siria. L’occasione è nata a causa di una nuova legge – adottata ieri dai deputati russi – con cui è stato riconosciuto la condizione di veterano a quanti sono stati coinvolti nel conflitto siriano. Il Cremlino riconosce la condizione di veterano, e i vantaggi sociali che ne derivano, a quasi 25.000 persone che sono state dispiegate nelle basi russe in Siria durante le operazioni, ha spiegato il viceministro alla Difesa Anatoli Antonov.

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