AMMINISTRATIVE, BERSANI: “ABBIAMO PERSO, ORA RENZI RIFLETTA” L'ex segretario: "Abbiamo smarrito il contatto con una realtà diversa da quella che il premier racconta"

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“Le amministrative le ha perse il Pd, a me non piace caricare addosso a una persona sola. Certo, chi guida deve avere l’umiltà di riflettere. Abbiamo perso perché abbiamo perso il contatto con la realtà che non è quella che Renzi ci sta raccontando. E non è quella che ci raccontano i troppi amici, ci son troppi applausi in giro”. Lo ha detto l’ex segretario dem Pierluigi Bersani ad Agorà.

Venerdì in direzione è attesa una resa dei conti. Bersani però non chiede le dimissioni del segretario. “Io mi sono dimesso dopo un tradimento, non dopo una sconfitta – ha ricordato – certo, se parliamo di partito bisogna che qualcuno ne abbia cura. E che il partito abbia una sua autonomia. E’ inevitabile che uno che fa il presidente del Consiglio e il segretario pensi di utilizzare il partito in una giusta logica di sostegno alle azioni del governo, ma non deve essere solo questo. Perché poi succede che mentre siamo in battaglia per le amministrative bisogna fare i banchetti sull’Imu o la Tasi… non è stata una grande idea”.

Per quanto riguarda il referendum di ottobre Bersani suggerisce a Renzi di non demonizzare il “no” ma di ragionarci insieme. Perché se il premier dice “ti faccio vedere subito una legge che conferma che non voglio nominare ma voglio eleggere i nuovi senatori senza lasciare lì per venti anni questo tema. E se poi si dice che, con una camera sola che dà la fiducia al governo, siamo disposti a riflettere sull’Italicum. Se Renzi dice questo non vedo grandi problemi”.

L’ex ministro del governo Prodi, in ogni caso, è orientato a votare “sì” anche se non condivide “il modo di impostare questo referendum”. “Non dubitino della mia coerenza nel voto, nessuno ha diritto di metterla in discussione. Ma se continuano a brandire la campagna così e dire che se vince il no si dimette il governo, non mi vedranno ai banchetti”.

 

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