BRASILE, DICHIARATO LO STATO DI CALAMITA’ PUBBLICA: GIOCHI OLIMPICI A RISCHIO Il governatore ad interim di Rio de Janeiro ha decretato lo stato di calamità pubblica

1518
brasile

Non c’è pace per il Brasile. Dopo il virus Zika, a minacciare le Olimpiadi arriva la crisi economica. A meno di due mesi dall’inizio delle Giochi, infatti, il Paese è nel caos e il governatore ad interim di Rio de Janeiro, Francisco Dornelles, è stato costretto a decretare lo stato di calamità pubblica. “C’è il rischio di non riuscire a onorare gli impegni presi per i Giochi olimpici”, ha dichiarato Dornelles.

Tra il processo all’ex presidente Dilma Roussef e lo scandalo senza fine di Petrobras il gigante petrolifero statale al centro di un giro di mazzette – che coinvolge buona parte del governo, le Olimpiadi rappresenterebbero per il Paese un’opportunità unica di crescita economica e di rilancio sulla scena internazionale.

La scelta del governatore, però, pur essendo inaspettata, sembra avere un senso. In Brasile sono attesi migliaia di turisti e il governo, ad oggi, non è in grado di garantire i servizi essenziali, come i trasporti pubblici, la sanità e, soprattutto, la sicurezza.

L’allarme è serio, quindi, e la situazione è ancora più grave dato l’avvicinarsi della data di inizio dei Giochi. Tuttavia, il presidente brasiliano ad interim, Michel Temer, ha promesso aiuti e il governatore Dornelles ha potuto in questo modo autorizzare “misure eccezionali”.

Con questa “mossa”, Dornelles spera di poter aggirare i vincoli di bilancio causati dalla crisi economica che attanaglia al momento il Brasile. Anche se gran parte dei finanziamenti vengono dal municipio di Rio, infatti, lo Stato carioca ha la competenza in molti settori chiave, come il trasporto e l’ordine pubblico.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS