MADAGASCAR: MILIONI DI CONTADINI SOFFRONO LA FAME A CAUSA DELLA SICCITA’ La causa della carestia è dovuta a El Niño, un anomalo riscaldamento delle acque Pacifico Tropicale

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La grave siccità che sta colpendo lo Stato insulare del Madagascar – nella costa orientale dell’Africa – ha messo in ginocchio l’economia contadina locale. Almeno un milione di persone è a rischio alimentare, soprattutto nel sud del Paese dove la mancanza di pogge ha bruciato i raccolti e ridotto alla fame migliaia di famiglie. Gli agricoltori malgasci, per sopravvivere, ricorrono alle misure più estreme nutrendosi dei frutti di cactus selvatici – nonostante la grave stipsi che questi comportano – e mangiando i semi di mais destinati alla stagione della semina.

Secondo le stime della Fao, nel solo distretto di Bekily, regione di Androy, sono in emergenza 45 mila persone, quasi la metà dell’intera popolazione. In altre regioni, compresa Amboassary, dove la siccità è altrettanto grave, molte famiglie per sfamarsi sono costrette a vendere capi di bestiame, abiti, utensili da cucina. Stessa situazione nelle regioni di Androy, Anosy e Atsimo Andrefana nel sud del Madagascar.

La causa della carestia è dovuta a El Niño, un anomalo riscaldamento delle acque Pacifico Tropicale, determinato da un temporaneo indebolimento della fascia degli Alisei, che ha conseguenze sul clima a livello planetario. Per il Madagascar, si tratta della stagione più secca degli ultimi 35 anni con l’80% dei raccolti che probabilmente andranno male. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, le avverse condizioni climatiche hanno ridotto la produzione di colture in altre nazioni dell’Africa australe dove si stima che 14 milioni di persone soffrano la fame, compresi Paesi come l’Angola meridionale, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Lesotho, Malawi e Sudafrica.

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