DUE VISITE A SORPRESA PER BERGOGLIO

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Venerdì all’insegna della solidarietà per Papa Francesco. Nel pomeriggio il Pontefice ha visitato una comunità di giovani sacerdoti sull’Ardeatina, a Roma. Si tratta di un gruppo di otto giovani preti che il Santo Padre ha voluto incontrare in quanto considerati “in difficoltà”. La visita rientra nei Venerdì della Misericordia che il Papa realizza una volta al mese in questo Anno giubilare, e si lega anche alle iniziative di questo mese di giugno che Francesco ha voluto dedicare al clero, come il Giubileo dei sacerdoti.

Successivamente Bergoglio si è recato in un’altra comunità, sempre di sacerdoti, ma anziani e malati, situata a Roma in Via Vergerio 21, al Trionfale. La casa ospita preti del clero romano che hanno operato tutta la vita come parroci nella diocesi.

I Venerdì della Misericordia sono un’iniziativa di solidarietà che il Papa ha istituito per il Giubileo Straordinario. Una volta al mese, nel giorno che ricorda la Passione di Cristo, Francesco incontra persone in difficoltà o sofferenti. Lo scorso 15 gennaio il Santo Padre ha varcato la porta della casa di riposo Bruno Buozzi nel quartiere popolare di Torrespaccata di Roma per fare visita alle circa 30 persone anziane ospiti della struttura. Una visita improvvisa che ha colto tutti di sorpresa e ha fatto comprendere quanto importanti siano le parole di Bergoglio contro la “cultura dello scarto” e il grande valore che le persone anziane e i nonni possiedono nella Chiesa e nella società. Il Pontefice si è poi recato a Casa Iride, unico centro in Europa dove, in una struttura non ospedaliera, sono ospiti 7 Persone in stato vegetativo assistite dai loro famigliari.

A febbraio senza alcun preavviso, si è presentato alla porta della Comunità terapeutica “San Carlo” alla periferia di Roma. La comunità, fondata da don Mario Picchi, accoglie alcuni ragazzi che stanno facendo un percorso per uscire dalla dipendenza delle droghe. La sorpresa è stata generale. Nessuno si aspettava di vedere il Santo Padre e la profonda commozione ha toccato tutti. Il Papa in quella occasione ha invitato i ragazzi a non lasciarsi divorare dalla “metastasi” della droga.

A maggio, invece, Bergoglio si è recato nella sede romana della comunità “Il Chicco”. Si tratta di un’associazione che appartiene alla grande famiglia dell’Arche (L’Arca) fondata da Jean Vanier nel 1964. E’ presente in oltre 30 Paesi nei cinque continenti e insieme all’associazione “Fede e Luce” si dedica alle persone più deboli ed emarginate della società.

Intanto sono giunti in Vaticano altri 9 profughi. La Gendarmeria, collaborando col ministro dell’Interno greco, il Greek Asylum Service e la Comunità di Sant’Egidio, che provvederà alla loro sistemazione, ha accompagnato i nove rifugiati da Atene a Roma. I migranti, 6 adulti e 3 bambini, sono siriani accolti nel campo profughi di Kara Tepe, sbarcati a Lesbo dalla Turchia.

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