INCENDI IN SICILIA, ANCORA DECINE DI ROGHI E A PALERMO E’ EMERGENZA ACQUA La fine del vento di scirocco sta permettendo ai Canadair di volare sulle zone interessate dalle fiamme

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Sembra lentamente migliorare la situazione in Sicilia, dopo il panico scatenato da una serie di incendi divampati nelle scorse ore in diverse località della regione. Sono stati 500 i roghi che hanno minacciato le provincie di Palermo, Messina, Trapani e Agrigento. Tuttora in corso le operazioni delle squadre dei vigili del fuoco, coadiuvati dalla Guardia Forestale e dall’autilizzo di Canadair, l’unica vera arma per contrastare le fiamme, alimentate fino a poche ore fa da un forte vento di scirocco.

Proprio la fine del vento ha permesso a decine di aerei di decollare per spegnere gli incendi ancora in corso, circa 32: la provincia più colpita è quella di Palermo, dove dieci focolai minacciano ancora la popolazione e le abitazioni. Tra gli incendi più gravi, quello sul Monte Pellegrino, sul quale i Canadair hanno effettuato una quindicina di lanci di acqua.

Dopo l’emergenza incendi, il capolouogo siciliano si trova ora a fare i conti con la mancanza di acqua: da questa notte, infatti, è fermo , per un guasto alle pompe di sollevamento, l’impianto di Presidiana, che distribuisce l’acqua alla città. L’Amap, che gestisce la struttura, si è impegnata a riparare il guasto in giornata e per le esigenze civili  il Comune ha assicurato il servizio con le proprie autobotti.

Intanto, le procure di Palermo e di Termini Imerese hanno deciso di acquisire le informative delle forze dell’ordine, al fine di aprire un’inchiesta per determinare se gli incendi possano avere un’origine dolosa. Alle 11 di questa mattina, inoltre, è previsto a Palermo l’arrivo del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il quale presiederà una riunione tecnica in prefettura dove è stata attivata una unità di crisi.

 

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