ECCO LA NUOVA TATE MODERN, PIETRA MILIARE DELLA CULTURA BRITANNICA Il museo londinese avrà un nuovo spazio espositivo, laboratori, uffici e spazi commerciali

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La Tate Modern di Londra si allarga e lo fa con nuovi spazi espositivi che permetteranno di espporre il 60% in più di opere. La Switch House – questo il nome della nuova ala – è un enerme spazio a forma di piramide e diventerà la “pietra miliare” della cultura britannica, secondo il direttore Nicholas Serota.

In effetti, saranno 800 le opere della collezione riallestita, uno spazio espositivo senza precedenti e che permetterà al pubblico di ammirare le opere dei più grandi artisti di arte contemporanea. Rothko, Matisse e Picasso saranno affiancati da acquisizioni più recenti provenienti da tutto il mondo: dalle fotografie degli anni ’30 di Lione Wendt dallo Sri Lanka, all’arazzo composto da migliaia di tappi di bottiglie dell’artista ganese El Anatsui; delle sculture degli anni ’60 del libanese Saloua Raouda Choucair all’installazione del tailandese Apichatpong Weerasethakul.

Nei nuovi 22.492 mq. di spazi espositivi sono previti anche sale di formazione, laboratori, uffici, ristoranti, spazi commerciali, terrazze panoramiche, nonché un parcheggio e spazi pubblici all’esterno. Il nuovo edificio di 10 piani, per un’ altezza complessiva di 65 metri, sarà collegato al corpo esistente della galleria dai piani 1 e 2 e, al livello 5, attraverso un passaggio esterno. L’edificio sarà rivestito in mattoni rossi che lo raccorderanno visivamente alla muratura della ex Bankside Power Station.

La nuova Tate Modern sarà all’avanguardia anche dal punto di vista ambientale: per migliorare la sostenibilità della costruzione e ridurre l’impatto sull’ambiente è stato creato un sistema di ventilazione con recupero di calore, aria fredda e riscaldamento con pompa di calore geotermica.

“L’arte è una delle forme più dinamiche e coinvolgenti del comportamento umano, e quando la gente entra oggi in un museo non cerca una fuga  dalla propria vita, al contario vuole avvicinarsi ad essa – spiega il direttore del museo -.  La nuova Tate Modern sarà molto più di un contenitore per l’arte, sarà una piattaforma per incontri umani”.

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