SIRIA, ATTACCO VICINO AL MAUSOLEO SCIITA: L’ISIS RIVENDICA La televisione di Stato ha mostrato immagini di edifici sventrati, macerie nella strada e auto distrutte.

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L’Isis ha preso di mira un’area a sud di Damasco dove è situato il mausoleo di Sayeda Zeinab, sorella dell’Imam Hussein e uno dei luoghi di pellegrinaggio degli sciiti. Ieri il luogo è stato oggetto di alcuni attentati come riferito dall’agenzia governativa Sana. Un kamikaze si è fatto saltare in aria all’entrata del distretto di Sayeda Zeinab, mentre un’autobomba è stata fatta esplodere nel quartiere residenziale sulla Via Al Tin. La televisione di Stato ha mostrato immagini di edifici sventrati, macerie nella strada e auto distrutte. Sayeda Zeinab era stato preso di mira in altri attentati che nei mesi scorsi avevano causato decine di vittime. Inizialmente si pensava che l’obiettivo dell’atto dinamitardo fosse proprio il mausoleo che, tra l’altro, è meta di pellegrinaggi di sciiti provenienti anche da altri Paesi, soprattutto l’Iran.

La notizia, successivamente, è stata smentita dalle riprese televisive. L’Isis ha rivendicato le azioni terroristiche con un messaggio sulla sua agenzia Aamaq parlando di tre esplosioni provocate da due kamikaze e un’autobomba. Secondo altre fonti, invece, le detonazioni sono state due, provocate da un solo attentatore e da un’autobomba. Il bilancio sarebbe di 8 morti e 13 feriti. L’Ondus (Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria), invece, parla di 12 morti e 30 feriti. Intanto il Pentagono ha rivelato che un’unità di ribelli siriani addestrati ed equipaggiati dagli Usa in funzione anti Califfato è stata bombardata per sbaglio a fine maggio dal “fuoco amico” americano. A farne le spese è stata la Brigata Mutasim che ha riferito un bilancio di dieci vittime. Il comando militare centrale statunitense ha avviato un’indagine per accertare e chiarire i fatti.

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