CLINTON INCONTRA LA WARREN, PROBABILE VICEPRESIDENTE IN CASO DI VITTORIA DEM La 67enne Elizabeth è economista, accademica e senatrice del Massachusetts dal 2013

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Warren

La candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton e la senatrice Elizabeth Warren si sono date appuntamento a Washington per un faccia a faccia privato. La Warren, economista, accademica e senatrice del Massachusetts dal 2013, è da giorni in pole position come possibile candidata alla vicepresidenza americana. Nelle scorse ore aveva dato il suo “endorsement” alla Clinton per il partito democratico, immediatamente dopo il presidente Obama e il vice presidente Joe Biden.

L’ex segretario di Stato ha detto che la Warren – insegnante di legge ad Harvard – ha tutte le carte in regola per essere il suo vice. “Sono pronta a ricoprire il ruolo di Commander in Chief”, ha affermato la senatrice durante un intervento elettorale. “Sì, sono pronta”, ha risposto la Warren a chi le chiedeva se si sentisse in grado di prendere il posto del presidente in caso gli accada qualcosa. La Warren non è nuova a incarichi affidategli dalla Casa Bianca. Dal novembre 2008 al luglio 2011, nel corso della crisi finanziaria degli Stati Uniti, ha presieduto la commissione di supervisione economica istituita dal Congresso degli Stati Uniti d’America per disporre i programmi di stabilizzazione economica e, dal febbraio al luglio del 2011, ha lavorato come Consigliere Speciale presso il Dipartimento del Tesoro sotto la prima amministrazione Obama.

La Warren ha attaccato Donald Trump definendolo “razzista e aspirante tiranno”. Ciò nonostante, Donald Trump – il magnare newyorkese dalla capigliatura arancione – è il candidato che ha ottenuto più voti nella storia delle primarie del partito repubblicano. In base ai dati riportati dai media Usa, infatti, l’ex anchor man è stato scelto da 13 milioni 406 mila elettori, circa 1,4 milioni in più di quelli che votarono George W. Bush – politico di professione e per tradizione familiare – nel 2000. Inoltre, lo studio ha sottolineato come quest’anno la gara per le primarie del Grand Old Party abbia visto ai nastri di partenza ben 17 candidati, il numero più alto mai registrato. Il record assoluto di voti in America appartiene, però, al primo presidente afro della storia americana, Barack Obama, che nelle elezioni generali del 2008 ricevette ben 69,4 milioni di voti.

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