IN 6.000 ANNI L’UOMO SI E’ TRASFORMATO IN UN “ANIMALE URBANO” Pronta la prima mappa storica delle città realizzata dai ricercatori dell'università di Yale

626
uomo

Dell’essere umano bucolico e in comunione con la natura, s’iniziano a perdersi sempre più i ricordi. Infatti, da circa 6.000 anni l’uomo si è evoluto e trasformato in una “specie urbana”, un animale delle città. Lo dimostra la prima mappa dell’urbanizzazione nel mondo realizzata dai ricercatori dell’università di Yale, coordinati da Meredith Reba, e pubblicata sulla rivista Scientific Data. Si tratta di una vasta banca dati, che copre un periodo che va dal 3700 a.C. al 2000 d.C., con informazioni sulla popolazione e le dimensioni raggiunte dalle città nel corso della loro storia.

Finora, gli unici dati disponibili su scala globale circa la distribuzione spaziale delle città erano quelli delle Nazioni Unite, che però riguardano solo i centri urbani con più di 300.000 abitanti. Il risultato è stato ottenuto dai ricercatori di Yale digitalizzando, trascrivendo e geolocalizzando i dati storici, archeologici e i censimenti della popolazione contenuti in due precedenti studi fondamentali nel settore. Si tratta del libro dello storico Tertius Chandler, che ha stimato il livello di popolazione urbana tra il 2250 a.C. e il 1975, e quello del politologo George Modelski, che ha documentato la storia delle più importanti città del mondo nell’antichità, nel periodo classico e moderno e copre altri 1.400 anni.

Entrambi i libri, anche se molto studiati, non erano facili da usare né disponibili in formato digitale. La nuova banca dati, al contrario, è digitalizzata e facilmente accessibile. Si può così seguire l’evoluzione nel tempo di città come Istanbul, l’antica Costantinopoli, la cui popolazione tra il 1057 d.C. e il 1453 è passata da 300.000 a 45.000 abitanti per vari eventi, come il saccheggio durante le Crociate e la peste. “Capire come le città sono cresciute nel tempo – commenta Reba – è utile a comprendere come stanno cambiando e l’evoluzione dell’interazione dell’uomo con l’ambiente”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS