USA, OGGI SI CELEBRA LA GIORNATA DELL’UNITA’ RAZZIALE Si commemora la fine della schiavitù, una delle maggiori ingiustizie su base razziale della storia statunitense

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Si festeggia oggi in tutti gli Stati Uniti la Giornata dell’unità razziale. La schiavitù in America inizia ufficialmente nel 1705 e termina nel 1863. Le principali tappe del processo di conquista dei diritti civili per gli afrostatunitensi nel periodo compreso tra le prime rivolte degli schiavi e la Proclamazione d’emancipazione che decretò l’abolizione della schiavitù negli Stati Confederati iniziano molto prima. Già nel 1641 il Massachusetts è la prima colonia a legalizzare la schiavitù. Nel 1676, dopo la “Bacon’s Rebellion (rivolta di Bacon) che vide uniti neri e bianchi poveri, i possidenti della Virginia decidono di sostituire l’“indentured servitude” con l’importazione di schiavi dall’Africa.

Il 1705 è l’anno della svolta in senso schiavista con il “Virginia Slave codes” (il codice degli schiavi emanato in Virginia) che codifica, per la prima volta nel territorio dei futuri Stati Uniti d’America, la condizione di schiavo come proprietà del padrone. Nel 1712, durante la rivolta degli schiavi di New York – una delle prime rivolte organizzate di soli schiavi, vengono ucciso 9 coloni e condannati a morte 21 rivoltosi.

Il vento abolizionista inizia a spirare nel 1775 quando nasce la Pennsylvania Abolition Society, la prima associazione abolizionista statunitense che avrà come presidente Benjamin Franklin. Due anni più tardi, l’8 luglio 1777, con l’adozione della Costituzione della Repubblica del Vermont, il Vermont è il primo Stato ad abolire lo schiavismo. Nel 1787, con l’Ordinanza del nordovest, viene creato il Territorio del nord-ovest, nel quale è abolita la schiavitù. Il 4 marzo 1789 entra in vigore la Costituzione degli Stati Uniti. In un articolo si stabilisce che ogni schiavo venga computato 3/5 di una persona libera nel determinare il numero dei rappresentanti alla Camera (sovrarappresentando gli elettori degli Stati schiavisti al Congresso).

Ma bisognerà attendere la Guerra di secessione (1861-1865) perché le cose cambino davvero. Gli Stati Confederati d’America, favorevoli alla schiavitù, dichiarano la secessione dall’Unione dopo l’elezione di Abraham Lincoln a Presidente e negli Stati Uniti scoppia la guerra civile. Nel 1862, con la Proclamazione d’emancipazione, dopo la Battaglia di Antietam il presidente Lincoln annuncia la liberazione di tutti gli schiavi degli Stati della Confederazione. Il proclama entrerà in vigore il primo gennaio 1863: è la fine di 168 anni di schiavismo legalizzato. Oggi si festeggia l’uguaglianza e il diritto alla libertà di tutti gli uomini, indipendentemente dalla razza.

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