DOPO 200 ANNI, IL RESTAURO DEL SANTO SEPOLCRO A GERUSALEMME Dovrebbe durare circa un anno; i costi sono equamente ripartiti tra le tre comunità cristiane

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Santo Sepolcro

Un evento epocale, a Gerusalemme, che riguarda l’arte, ma con risvolti ecumenici.  Dopo 200 anni e tanti veti incrociati delle comunità cristiane che condividono il Santo Sepolcro – greco-ortodossi, cattolici latini e apostolici armeni –, un gruppo di esperti ha ottenuto l’autorizzazione per il restauro dell’edicola che contiene la tomba dove Gesù è stato deposto ed è risorto.

I lavori sono iniziati martedi 7, con la messa in opera delle impalcature intorno all’edicola centrale, e dovrebbero durare circa un anno, per concludersi intorno alla primavera del 2017. Le condizioni dell’edicola erano precarie, per la fatiscenza delle pareti, dei marmi e delle colonne tenute insieme da tubi di ferro, come noto a tutti i pellegrini in Terra Santa.

Le comunità che gestiscono il Santo Sepolcro con un difficile equilibrio temevano che si potesse alterare lo status quo della convivenza di fede e di rito. La decisione a collaborare è venuta dopo che il Ministero israeliano per i Monumenti storici ha deciso di chiudere per qualche giorno il luogo santo a causa dei rischi di crollo, minacciando di tenerlo chiuso al pubblico per lungo tempo. Le tre comunità hanno così deciso di dividere in modo equo le spese, calcolate i tre milioni e 300mila dollari. Il re di Giordania, Abdullah II, ha fatto una personale donazione di 100mila dollari, in qualità di custode dei luoghi santi a Gerusalemme est, sotto occupazione israeliana dal 1967.

Gli ultimi restauri risalgono al 1810, quando un incendio distrusse quasi completamente la sacra basilica. Secondo i responsabili degli interventi attuali, dell’Università di Atene, per conto del Patriarcato greco-ortodosso con il consenso delle altre due comunità, l’edicola è stabile ma deformata, e necessita di ripuliture dopo secoli di esposizione all’acqua, all’umidità, al fumo delle candele, nonché di essere stabilizzata nell’evenienza di possibili terremoti.

I pellegrinaggi continueranno anche in questo periodo di restauro, con possibilità di visita e di preghiera all’interno.

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