PAPUA NUOVA GUINEA, LA POLIZIA SPARA SU UN CORTEO DI STUDENTI: 4 MORTI Gli studenti manifestavano per chiedere le dimissioni del primo ministro O'Neill

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La polizia di Papua Nuova Guinea (stato dell’Oceania costituita dalla parte orientale dell’isola della Nuova Guinea) sembra abbia sparato sugli studenti che protestavano contro il primo ministro a Port Moresby, capitale del Paese che si affaccia sull’Oceano Pacifico. Nonostante la notizia di vittime sia stata per ora smentita dalla polizia, che parla solo di feriti, la conferma è arrivata da un deputato che avrebbe detto in parlamento, secondo l’Australian Broadcasting che quattro studenti sono stati uccisi e altri 7 feriti dai colpi di arma da fuoco sparati dalle forze dell’ordine: “Uno degli studenti è morto sul colpo e altri sono in gravi condizioni”. Il commissario di polizia Gari Baki ha però detto che non vi sono morti, ma che almeno 9 studenti sono stati feriti.

Il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop, ha precisando di avere ricevuto una segnalazione dall’ambasciata in cui si confermava della sparatoria avvenuta mentre centinaia di studenti si preparavano a marciare dall’Università Png al Parlamento. Gli studenti chiedono da giorni le dimissioni del primo ministro Peter O’Neill – in carica dal 4 agosto 2011 – accusato di corruzione e malgoverno. “Sappiamo che hanno sparato – ha detto il ministro – ma stiamo ancora cercando di chiarire se ci sono stati dei morti e il numero dei feriti”. Ha quindi fatto appello alla calma rivolgendosi ad ambo le parti. Un portavoce della polizia ha annunciato che nelle prossime ore diffonderà una nota.

Peter O’Neill, classe ’65, fu eletto per la prima volta in Parlamento nel 2002 e diventò ministro lo stesso anno. Nel 2004 diventò leader dell’opposizione. Dopo la sospensione di Michael Somare divenne ministro del lavoro nel Governo provvisorio di Sam Abal. Nel 2011 si accordò con i parlamentari dell’opposizione per rovesciare Abal e divenne Primo Ministro con un voto parlamentare il 2 agosto. La sua nomina fu messa in discussione dalla Corte Suprema della Papua Nuova Guinea il 12 dicembre 2011, quando essa sentenziò che la sospensione di Somare era stata illegittima.

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