PIZZAROTTI INDAGATO PER L’ALLUVIONE DEL BAGANZA Fascicoli aperti anche per il comandante della polizia municipale, Gaetano Noè, il dirigente della protezione civile regionale, Gabriele Mainetti, e di quella provinciale, Gabriele Alifraco, e l'ex responsabile del servizio tecnico di bacino, Gianfranco Larini

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Pizzarotti indagato. Non è una notizia “normale”, che vede un sindaco – come molti in Italia – finire sotto la lente d’ingrandimento della Giustizia per eventuali inadempienze. Non lo è perché mentre siamo in piena corsa per i ballottaggi alle amministrative, dove si decidono i sindaci di città importanti – Roma tra tutte – e la discriminante è la capacità di buon governo, sotto accusa finisce un primo cittadino dei 5 stelle. Un caso, per carità, ma che va rilevato. Così come l’accusa, che riguarda uno dei temi più caldi degli ultimi anni, quello del rischio idrogeologico e e della capacità degli enti locali di reagire con rapidità ed efficacia in caso di emergenza.

Ma vediamo il dettaglio. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica per l’alluvione del Baganza del 13 ottobre 2014. Indagati anche il comandante della polizia municipale, Gaetano Noè, il dirigente della protezione civile regionale, Gabriele Mainetti, e di quella provinciale, Gabriele Alifraco, e l’ex responsabile del servizio tecnico di bacino, Gianfranco Larini.

L’iscrizione nel registro degli indagati risale alla scorsa settimana – scrive la Gazzetta di Parma – ma non sarebbe ancora stata trasmessa alcuna informazione di garanzia agli indagati, perché finora la Procura non ha svolto atti che richiedano la presenza di un difensore. Il sindaco è indagato per disastro colpo in quanto massima autorità di protezione civile in città. Il fascicolo era stato aperto contro ignoti dal Pm Paola Dal Monte pochi giorni dopo l’esondazione che allagò la zona sud della città provocando milioni di euro di danni ma non provocò vittime. Le indagini sono state condotte in questi mesi dal Corpo forestale dello Stato e dalla stessa polizia municipale.

Nulla però trapela sul fronte investigativo anche se l’attenzione degli inquirenti non sarebbe rivolta solo sulle eventuali inadempienze di Pizzarotti ma di tutto il sistema dell’allerta della protezione civile. In particolare sulla catena di comunicazione delle allerte meteo. A partire dal fax partito dalla prefettura sabato 11 ottobre alle 13:49 e protocollato al comune di Parma solo lunedì 13, lo stesso giorno del disastro. Pizzarotti in questi giorni non è a Parma perché impegnato in una missione in Cina.

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