Reddito di dignità

1241
  • English
europa

E’ stato bocciato in Svizzera per il referendum sul reddito di cittadinanza minimo garantito e incondizionato, dalla nascita alla morte. I promotori dell’iniziativa popolare, che aveva raccolto 100.000 firme a favore, lo quantificavano in 2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro. Per tutti, compresi i più ricchi. I minorenni avrebbero ricevuto invece 625 franchi, pari a 560 euro.

L’obiettivo? Garantire a tutta la popolazione di “condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa” in un mondo che tende a sostituire al lavoro umano quello robotizzato, ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti. Governo e parlamento l’hanno respinta praticamente in blocco, ma il tema comunque è stato sollevato, e riguarda anche noi.

Lavorare per vivere non è la stessa cosa che vivere per lavorare. Ecco perché una vita “dignitosa” non può limitarsi al lavoro, che pure nobilita l’uomo. Ma il tema oggi è molto difficile da affrontare: le conquiste sociali incassate tra l’800 e il ‘900 si sono via via perse, le tutele sindacali quasi annullate (forse anche per via di un’interpretazione forzata negli anni che invece di tutelare il lavoratore rispetto ai propri diritti garantiva il posto di lavoro tout court, anche se chi lo occupava mancava sotto il profilo dell’impegno e della professionalità), i ritmi di lavoro sono aumentati in maniera direttamente proporzionale alla diminuzione della forza impiegata. La crisi economica ha messo in concorrenza decine di migliaia di persone con il conseguente abbassamento del potere contrattuale.

Il reddito di cittadinanza, anche se poco sostenibile alle cifre proposte in Svizzera, potrebbe essere una prima soluzione per ridare dignità alle persone. Agganciata però ad un mondo del lavoro che proponga però soluzioni reali. Altrimenti il rischio è duplice: lo sfruttamento da una parte e l’incapacità a sostenere l’assistenza dall’altra.

Già nell’agosto 2015, durante un’udienza generale, Papa Francesco ha avuto modo di sottolineare come il lavoro sia “sacro” perché “esprime la dignità della persone”. Ma l’obiettivo della produttività non può “tenere in ostaggio” la famiglia. “Quando il lavoro è in ostaggio della logica del solo profitto e disprezza gli affetti della vita – ha ammonito il Pontefice – l’avvilimento dell’anima contamina tutto: anche l’aria, l’acqua, l’erba, il cibo” e le conseguenze “colpiscono soprattutto i più poveri e le famiglie più povere”.

Parole forti, come quelle pronunciate da Francesco sullo stesso tema nell’udienza al progetto “Policoro”, della Conferenza episcopale italiana,: “Il lavoro non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati: è un diritto per tutti”. Serve aggiungere altro?

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

3 COMMENTS

  1. Nessun uomo sia mai senza UN LAVORO, … ed in maniera tale che ogni LAVORO, consenta al Laovratore ed alla propria Famiglia, una Dignitosa Esistenza … una casa, il fabbisogno alimentare, e la cura del Corpo e dello Spirito … ed altresì dell’Anima.
    Allo stesso tempo, Rendere dipendente l’uomo da una erogazione liberale staccata dal Lavoro non è neanche questo Eticamente e Moralmente ammissibile, in quanto è IL LAVORO CHE NOBILITA L’UOMO … non uno stipendio o una paghetta senza lavoro.
    Ecco perchè la Costituzione Italiana che sancisce che l’Italia è una Repubblica Democratica e questa è fondata sul LAVORO. Ecco perchè si era pensata una Istituzione del Lavoro di rango Costituzionale che è il CNEL. E’ questo istituto a dover essere riformato per assolvere alla sua funzione di ISTUTUTO DEL LAVORO per assicurare lavoro a tutti i cittadini … non la Costituzione eliminando questo importante istituto.

  2. Nella società moderna un qualunque reddito di cittadinanza va certamente coniugato con un corrispettivo impegno sociale, ma diviene una esigenza concreta in un mondo in cui sempre più le macchine andranno sostituendo la forza lavoro umana. Proiettati nel futuro delle attuali tendenze e superata la lunga fase di “sollevamento degli ultimi dalla povertà”, un simile redditto di cittadinanza rischia di divenire esigenza imprescindibile per la stessa sopravvivenza del sistema; a meno di non dare ragione alle futuribili previsioni di Rosa Luxemburg che intravedeva già nella sua epoca : “un mondo di macchine, per produrre altre macchine per gli interessi e la sopravvivenza del capitale, in cui la presenza umana è mero incidente”.

  3. La Svizzera ha dato al mondo una lezione di civiltà che meriterebbe di essere raccontata a reti unificate. Invece quasi non se ne parla. Pensate cosa sarebbe successo da noi, anche per metà di quell’importo!

LEAVE A REPLY