PECHINO LIMITA LA PRATICA DEL DIGIUNO DEL RAMADAN AI CINESI MUSSULMANI Funzionari pubblici e membri di Partito "non dovranno prendere parte ad attività di tipo religioso"

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Il governo cinese ha limitato la pratica del digiuno rituale del Ramadan per i musulmani uighuri dello Xinjiang, regione autonoma nord orientale al confine con il Tibet. I funzionari pubblici, i membri del Partito comunista locale, gli studenti e i bambini della provincia “non dovranno digiunare e non dovranno prendere parte ad attività di tipo religioso”. La decisione è stata pubblicata su diversi siti internet governativi dell’area, una delle più turbolente del Paese.

Nel mirino dell’esecutivo locale anche i ristoranti e i negozi di alimentari, che nelle aree a maggioranza islamica di solito chiudono durante le ore di digiuno. Sul sito internet del governo della contea autonoma di Qapqal si legge infatti che questi “devono invece rimanere aperti, in modo che la grande maggioranza della popolazione possa avere normale accesso ai luoghi di ristoro”. Pechino – nonostante abbia sempre respinto le accuse di ingerenza religiosa – ha di fatto imposto numerosi limiti alla pratica religiosa nell’area, con la scusa della lotta al terrorismo islamico.

Nello Xinjiang vivono infatti circa nove milioni di musulmani di etnia uighura, un’etnia turcofona di religione islamica che discende da tribù dell’odierna Mongolia. Gli uighuri, che rappresentano il 46% della popolazione, mal sopportano la dominazione comunista e l’invasione di cinesi di etnia han inviati nell’area dal governo per cercare di renderli minoranza. Ahmatjian Tohti, funzionario della municipalità di Tiekeqi, ha chiarito a un incontro pubblico che i membri del governo locale “dovrebbero fermare con forza gli studenti, i membri delle amministrazioni e i minorenni che vogliono entrare in moschea” durante il mese sacro.

Il ramadan, il mese nel quale si pratica il digiuno, costituisce un periodo eccezionale dell’anno per i fedeli musulmani perché è “il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza”. È iniziato ieri in tutto il mondo musulmano e rappresenta uno dei “cinque pilastri” dell’islam coinvolgendo a vario titolo circa 1,6 miliardi di persone in tutto il mondo.

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