“GIOIA E RIVOLUZIONE”: LA MOSTRA DI LUCIANO DEL CASTILLO Suggestivi scatti in bianco e nero che parlano dei giochi per la strada, della bellezza di girare in ciabatte, della convivenza solidale fra le età della vita

546
cuba

“Questo luogo esiste non per star comodi ma per sentirsi liberi”: l’affermazione scritta con il gessetto sulla lavagna nera, alle spalle di una ragazza riflessiva, deve certamente molto agli insegnamenti di José Martí, fondatore del Partito rivoluzionario cubano e considerato un eroe e un maestro di vita. Per lui, l’istruzione e l’educazione servivano a rendere cittadini ed esseri pienamente umani e liberi, insegnando che la felicità non si riduce al benessere materiale, all’uso inutile e consumistico di oggetti. Negli Stati Uniti – e già allora! – Martí osservava che “non si vede la vita come il gioco dialettico fra le necessità che tendono ad abbassare e le aspirazioni che elevano, ma come una bocca aperta, un gioco d’azzardo nel quale vince solo il ricco”; del resto, diceva anche, “mucha tienda poca alma” (molta merce poca anima).

Cuba, rivoluzionaria e affascinante, in bilico tra passato e futuro, tra desiderio di cambiamento e gioia di vivere. Questa è l’isola raccontata dal fotografo Luciano del Castillo nella mostra “Gioia e rivoluzione” dal 10 al 19 giugno allo Spazio Tetenal di Roma. Suggestivi scatti in bianco e nero che parlano dei giochi per la strada, della bellezza di girare in ciabatte, della convivenza solidale fra le età della vita. Tuttavia del Castillo annuncia un suo dubbio: il “capitalismo dell’apparire”, cristallizzato nel modello occidentale, avrà la meglio sulla “gioiosa rivoluzione”? Dopo che non ci sono riusciti attentati e blocchi, ce la faranno investimenti, navi da crociera, i prodotti delle grandi firme, il mondo virtuale di facebook a rovinare l’isola gioiosa e, al contempo, rivoluzionaria? Un inno al contro-consumismo, attraverso la lente del b/n, per ricordare chi eravamo e scoprire dove stiamo andando.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS