RENZI: “CI SONO PROBLEMI”, IL PD NAPOLI VERSO IL COMMISSARIAMENTO Il premier: "Non sono soddisfatto. Il capoluogo campano per noi è un baco". Referendum: "Il fronte della protesta a ottobre voterà sì alla riforma"

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“Non sono soddisfatto, il Pd ha problemi”. Matteo Renzi non si nasconde dietro i numeri, che premiano il centrosinistra nella maggior parte dei comuni dove si è votato. I casi di Roma, Milano, Torino e, soprattutto, Napoli pesano sul bilancio delle amministrative. “Non facciamo come quelli della prima Repubblica – spiega il premier in conferenza stampa – non diciamo che abbiamo vinto anche quando non è così”. Tradotto: il partito presenta criticità irrisolte e spetta alla segreteria nazionale intervenire.

Così avverrà nel capoluogo campano, dove Valeria Valente (fortemente sponsorizzata dal Nazareno) non riesce a raggiungere nemmeno il ballottaggio. “Devo intervenire – annuncia Renzi – Napoli è una città meravigliosa ma è un baco per il Pd. Proporrò il commissariamento”. Gli risponde poco dopo la Valente: “Condivido quanto sostenuto da Renzi. In città serve una persona che sappia rifondare il Pd”. Non meno problematici sono i risultati che arrivano da Torino e Napoli. Nel capoluogo piemontese il boom del M5s non consente a Piero Fassino di brindare subito al bis. Mentre in quello lombardo, nonostante il capolavoro Expo, pochissimi voti separano Giuseppe Sala da Stefano Parisi.

Ma se da una parte il capo del governo invita a non nascondere la testa sotto la sabbia, dall’altra cerca di ridimensionare il dato politico emerso dalla consultazione. Il risultato delle comunali, qualunque sia l’esito dei ballottaggi, non indebolisce l’esecutivo. Il referendum di ottobre sulla riforma della Costituzione per Renzi resta l’unico indice di gradimento attendibile. “Gli italiani hanno votato su una proposta amministrativa, non ci sarà un’influenza sul referendum costituzionale, sono due partite diverse” ha detto il premier dicendosi sicuro che il voto di protesta emerso alle Comunali a ottobre “non potrà che votare sì” alla riforme.

 

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