CLINTON VINCE A PORTO RICO E SI PORTA A UN PASSO DALLA NOMINATION Sanders ha definito azzardato, per Hillary, cantare vittoria prima della convention di fine luglio

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hillary clinton

Hillary Clinton vince in Porto Rico e vola verso la nomination democratica alle prossime primarie di martedì 7 giugno, in California. Le mancano solo una trentina di delegati per raggiungere la soglia dei 2.383, numero necessario per diventare “matematicamante” il candidato alla Casa Bianca per il partito dell’Asinello. L’eventuale candidatura comunque non sarà formalizzata prima della convention di luglio a Filadelfia.

Il piatto forte delle presidenziali 2016 arriverà con il prossimo Super Tuesday, l’ultima tornata di primarie multiple che prevede l’assegnazione di oltre 600 delegati complessivamente e che comprenderà, oltre alla California, anche il New Jersey, il New Mexico, il Sud e Nord Dakota e il Montana. Se l’ex first lady perdesse la California, il suo sogno di tornare alla Casa Bianca come primo presidente donna della storia statunitense potrebbe sfumare ancor prima di vedersela con il repubblicano Donald Trump, unico candidato rimasto in gara per il Gop.

Bernie Sanders, l’altro candidato dem, avverte che non si ritirerà dalla corsa presidenziale anche se dovesse perdere – eventualità probabile – in California. Il senatore del Vermont assicura che nella convention democratica di Filadelfia riuscirà a convincere gli oltre 500 super delegati, svincolati rispetto ai risultati delle primarie, che appoggiano la Clinton a votare per lui. Decisivo proprio lo Stato del Sole. Il magnate newyorkese ha anche accusato la rivale di conflitto di interessi – per i finanziamenti alla Clinton Foundation mentre era alla guida della diplomazia Usa – e di essere favorevole all’intervento in Libia, alla guerra in Iraq e alla creazione di una ‘no-fly zone’ in Siria.

La Clinton, per vincere contro l’uragano Trump, ha però bisogno anche dei voti dei supporter di Bernie. Per questo invita tutti – in particolar modo il collega – a fare fronte comune: “Dopo martedì farò di tutto per cercare di unificare il partito democratico e mi aspetto che il senatore Sanders faccia lo stesso”, ha rimarcato senza usare mezzi termini. In pratica, l’ex first lady chiede al magnate, in caso di sconfitta in California, di ritirarsi in buon ordine. Per contro, il senatore del Vermont ha definito azzardato, per la Clinton, cantare vittoria prima della convention di fine luglio a Filadelfia a causa dell’incognita dei super delegati. Impossibile dargli torto, nelle elezioni Usa più combattute degli ultimi decenni.

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