CARDINAL BAGNASCO: “LA RICADUTA SOCIALE DELLA LUDOPATIA E’ DEVASTANTE” Il presidente Cei ha parlato durante la messa per il mondo del lavoro a Genova.

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“Bisogna riflettere e agire tutti insieme” contro “la piaga del gioco d’azzardo, diffusa e crescente in tutto il Paese”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), durante la messa di ieri per il mondo del lavoro fatta al Santuario di Nostra Signora della Guardia, a Genova. “La recente legge intima che il numero delle slot si riduca del 30% in 4 anni: ottima cosa – spiega il porporato – ma il numero intanto è cresciuto del 10% in 4 mesi”. “La ricaduta sociale della ludopatia è devastante”, ha sottolineato Bagnasco.

Durante l’omelia, l’arcivescovo di Genova ha sottolineato, riferendosi alla situazione di Genova definita “Non morta, ma malata” che, la crisi cittadina “è da leggersi nel quadro generale del Paese dove il lavoro non decolla nonostante alcuni segni che sembrano positivi o dichiarazioni rassicuranti. La disoccupazione cresce”. “I dati dicono che il 40% delle persone comprese nell’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. In termini percentuali siamo agli ultimi posti”, ha precisato Bagnasco. Per il presidente della Cei “è forte la preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa”.

“Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio – prosegue il Cardinale – la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori”. Bagnasco, alla messa per il mondo del lavoro, ha anche ricordato che “la povertà tocca 4 milioni di persone, quasi il 7% degli italiani. Lo scorso anno la Chiesa ha distribuito più di 12 milioni di pasti agli italiani”.

Toccando alche l’emergenza profughi, Bagnasco ha definito i flussi migratori “inarrestabili”. “L’Occidente deve continuare ad accogliere. L’Italia cerca di farlo il più possibile fin dall’inizio. Nessuno può dire nulla contro l’Italia” ha detto il presule. “Ma l’Italia non basta. Servono l’Europa e la comunità internazionale altrimenti sarà peggio. E questo non è giusto per i migranti che si spostano verso l’Occidente fuggendo da guerre, fame, persecuzioni cercando una giusta vita migliore”.

Bagnasco si era già soffermato sul tema dell’azzardo legale e la sua diffusione – chiedendo alla politica una regolamentazione più stringente di quella annunciata – anche intervenendo in apertura della 68° Assemblea della Conferenza episcopale italiana, il 18 maggio del 2015. Nella sua Prolusione dedicata al fenomeno aveva detto: “Desta preoccupazione un fenomeno in crescita, sotto lo sguardo distratto di molti e compiaciuto di alcuni: il gioco d’azzardo. Basta considerare le cifre: negli ultimi due anni il fatturato è stato di 90 miliardi, terzo fatturato dopo Eni ed Enel! Rappresenta il 10% dei consumi delle famiglie italiane ed è valutato in circa 800 miliardi. Il 40% del fatturato è dovuto alle slot machine che in Italia sono 414.000: una ogni 145 abitanti, a fronte di una ogni 261 abitanti in Germania, e negli Stati Uniti una ogni 372 abitanti. Infine, i giocatori patologici sono stimati in circa 700/800 mila … Questa specie di droga insidia ogni fascia d’età, mangiando risparmi e pensioni, a volte interi stipendi di famiglia. Naturalmente, sono preda più facile coloro che sono meno abbienti e più deboli”.

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