“FEMMINILE E FEMMININO”, LE DONNE IN MOSTRA A CASA ANDERSEN Attraverso le 70 opere dei fratelli Hendrik (1872-1940) e Andreas Andersen, la mostra propone un viaggio nell’universo femminile a cavallo fra Ottocento e Novecento

1195
donne

La donna e la sua essenza sono tornate protagoniste in Casa Andersen, ultima dimora romana dello scultore, pittore e urbanista americano di origini norvegesi, oggi diventata Museo Hendrik Christian Andersen. Il museo ospiterà fino al 2 ottobre la mostra, a cura di Maria Giuseppina Di Monte, intitolata ‘Femminile e femminino. Donne a casa Andersen’, che racconta la filosofia, le donne e l’utopia della Città perfetta del poliedrico artista.

Attraverso le 70 opere dei fratelli Hendrik (1872-1940) e Andreas Andersen, la mostra propone un viaggio nell’universo femminile a cavallo fra Ottocento e Novecento. Il percorso espositivo intende mettere in luce aspetti duraturi o mutevoli della multiforme e complessa costellazione del femminile. Fu Johann Wolfgang von Goethe a coniare la definizione di eterno femminino affermando “tutto ciò che passa non è che un simbolo, l’imperfetto qui si completa, l’ineffabile è qui realtà, l’eterno femminino ci attira in alto accanto a sé” (Faust). In tal modo lo scrittore tedesco enfatizza la “potenza” della donna che attira al cielo e conduce l’uomo fuori della dimensione del tempo. L’eterno femminino non va confuso con la “femminilità” che è piuttosto la somma dei tratti tipici che distinguono le donne nell’atteggiamento e nel gusto.

La mostra ha il pregio di presentare la cospicua collezione di ritratti, generalmente non visibili, che insieme agli arredi, alle fotografie d’epoca, ai libri e alle sculture testimoniano lo sforzo di Hendrik di trasformare la sua abitazione in un luogo vivo e pulsante di relazioni e di scambio. La casa, da sempre simbolo del femminile, s’identifica qui con il corpo della donna che non è altro che “una proiezione e un’espansione della sua anima” (Praz, 1939) che assurge così a simbolo, raccontando le storie dei personaggi che l’hanno vissuta e frequentata. Attraverso un intreccio fatto di oggetti e memorie l’esposizione ricostruisce un’epoca e un modo di “abitare”. La casa di Hendrik Andersen è stata infatti concepita dall’artista come un crocevia di esistenze ed esperienze di cui la mostra intende mettere in risalto la sapiente ed equilibrata sintesi. La mostra è visitabile solo su prenotazione con visita accompagnata.

Hendrik Christian Andersen, nato a Bergen in Norvegia nel 1872, fu costretto da bambino ad emigrare con la famiglia in America dove, grazie all’interessamento di alcune facoltose famiglie, iniziò la formazione artistica. Per perfezionare e completare gli studi, nel 1894 Hendrik intraprese insieme ai due fratelli, anch’essi artisti, un viaggio in Europa e in Italia, al termine del quale decise di stabilirsi a Roma, dove visse per oltre quarant’anni. Qui il giovane scultore, oltre a visitare i musei e studiare i capolavori dell’arte, soprattutto rinascimentale, si fece conoscere e apprezzare come ritrattista di scrittori, giornalisti, politici e intellettuali americani, riuscendo così gradualmente a entrare a far parte di quella colta élite culturale straniera ben presente nella capitale.

L’attività di Andersen fu quasi esclusivamente incentrata sulla creazione di una utopistica “Città Mondiale”, destinata a essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze e del pensiero filosofico e religioso. Chiamata World Centre of Communication, questa città avrebbe dovuto essere una sperimentale capitale mondiale, priva di un preciso ruolo politico, in cui potesse essere riunito il meglio dell’Occidente, con grandiosi edifici e sculture monumentali. La maggior parte della produzione di Andersen, comprendente sculture di gesso e bronzo, dipinti e opere grafiche, ruota pertanto sui temi dell’amore, della maternità, del vigore fisico e dell’intelletto che trionfa sulla forza bruta.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS