USA, RINVENUTA LA BOZZA DI “SE QUESTO E’ UN UOMO” DI PRIMO LEVI Il dattiloscritto, firmato dall'autore, è entrato nelle collezioni del Museo dell'Olocausto di Washington

482

Una bozza dei primi capitoli di “Se questo è un uomo” – il capolavoro dello scrittore, partigiano, chimico e poeta italiano Primo Michele Levi – è riapparsa negli Usa. Il dattiloscritto annotato in matita rossa e firmato dallo stesso autore è entrato nelle collezioni del Museo dell’Olocausto di Washington, dono delle figlie di Anna Foa Yona, Manuela Paul e Eva Yona Deykin, che l’avevano a loro volta ricevuto dalla madre. Nella primavera del 1946 Levi faticava a trovare un editore e così spedì la bozza dei primi capitoli alla cugina Anna che viveva da anni in America. Secondo un portavoce il Museo washingtoniano “’Survival in Auschwitz’ – il titolo anglosassone – è considerato uno dei grandi libri sull’Olocausto assieme al ‘Diario di Anna Frank’ e a ‘Notte’, le memorie di Elie Wiesel”.

Levi, nato a Torino nel 1919, era stato liberato dal campo di concentramento di Auschwitz dai russi nel gennaio 1945 dopo essere stato catturato in Valle d’Aosta dai nazifascisti il 13 dicembre del 1943 in quanto ebreo e partigiano. “Se questo è un uomo” è l’opera memorialistica scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947 che rappresenta proprio la coinvolgente ma meditata testimonianza di quanto vissuto dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Famosissimo l’incipit dell’opera ispirato all’antica preghiera dello Shemà: “Considerate se questo è un uomo/Che lavora nel fango/Che non conosce pace/Che lotta per mezzo pane/Che muore per un sì o per un no”. Levi è morto suicida nel 1987.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS