LIBIA, SERRAJ: “SI’ AL SUPPORTO LOGISTICO, NO AI BOMBARDAMENTI” “Alcuni media dicono che noi vogliamo le truppe di terra. E' invece contrario ai nostri principi" ha precisato il Premier

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“La Libia ha bisogno della comunità internazionale nella sua guerra contro il terrorismo, ma non chiede bombardamenti”. Lo ha detto il premier del governo di unità nazionale libico Fayez El Sarraj in un’intervista al giornale francese Journal du Dimanche. “Noi non parliamo di intervento internazionale” ha poi precisato il capo del governo. “Alcuni media dicono che noi vogliamo le truppe di terra. E’ invece contrario ai nostri principi. Abbiamo bisogno al contrario di immagini satellitari, di formazione e di supporto tecnico. Non di bombardamenti” ha concluso.

Intanto Serraj incassa una prima vittoria sul “rivale” al potere, il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, sostenuto da Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia (il governo di unità nazionale del premier Serraj è invece sostenuto dall’Onu e dalla comunità internazionale). Due importanti unità militari fedeli ad Haftar – nello specifico: le Forze speciali antiterrorismo e una brigata dell’intelligence militare – hanno giurato fedeltà al premier. I comandanti delle due unità hanno annunciato il cambio di posizione in una conferenza stampa a Bengasi insieme al ministro della Difesa del governo Serraj, Al-Mahdi al-Barghathi, nemico giurato di Haftar. Martedì l’inviato Onu per la Libia, il tedesco Martin Kobler, aveva rivolto un appello a tutte le forze militari libiche affinché si unissero al governo di unità nazionale per combattere il nemico comune, l’Isis, nella sua roccaforte libica a Sirte.

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