IL MONDO DEL PUGILATO IN LUTTO: E’ MORTO MUHAMMAD ALI Era stato ricoverato giovedì scorso per complicazioni respiratorie

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Muhammad Ali

Muhammad Ali, la leggenda del pugilato mondiale, è morto a 74 anni a Phoenix. Era affetto da anni dal morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa che colpisce, uccidendole, le cellule del cervello. “Dopo aver combattuto per 32 anni con il morbo di Parkinson, Mohamed Ali è morto a 74 anni”, ha annunciato il suo portavoce Bob Gunnell. “Il tre volte campione del mondo di boxe è morto” venerdì sera, continua la nota. Ali era stato ricoverato in ospedale giovedì scorso affetto da problemi respiratori complicati dalla paralisi agitante che gli era stata diagnostica negli anni Ottanta.

Nato Cassius Marcellus Clay Jr., cambiò il suo nome in Muhammed Ali nel 1964, dopo essersi convertito all’Islam. Nel 1960 vinse l’oro Olimpico ai Giochi di Roma e nel 1964, all’età di 22 anni, conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi sconfiggendo a gran sorpresa il campione in carica Sonny Liston. Successivamente si unì al movimento afroamericano Nation of Islam e cambiò il suo nome. Si convertì quindi al sunnismo nel 1975 ed infine al sufismo nel 2005.

Nel 1967, tre anni dopo la conquista del campionato mondiale, Ali si rifiutò di combattere nella Guerra del Vietnam per via della sua religione e della sua opposizione al conflitto. Per questo, fu arrestato e accusato di renitenza alla leva, oltre ad essere privato del titolo iridato. Non combattè per i successivi quattro anni. L’appello di Alì fece strada sino alla Corte suprema degli Stati Uniti d’America, che annullò la sua condanna nel 1971. La sua battaglia come obiettore di coscienza lo rese un’icona nella controcultura degli anni sessanta.

I funerali si svolgeranno a Louisville, in Kentucky, ha precisato il portavoce senza, però, indicare una data. “La famiglia Ali vuole ringraziare tutti coloro che li hanno accompagnati con i loro pensieri, preghiere e sostegno e chiedono rispetto della loro intimità”, conclude il comunicato. Al momento del ricovero, il suo portavoce aveva parlato di condizioni di salute buone, ma una fonte vicina alla famiglia aveva dichiarato ieri sera all’Afp che l’ex campione di pugilato “era molto grave”.

Era apparso molto fragile in pubblico, in particolare lo scorso 9 aprile quando aveva partecipato a una cena di gala a Phoenix per raccogliere fondi per la lotta al Parkinson. “Dio si è venuto a prendere il suo campione. Lunga vita al più grande”: così l’ex pugile Mike Tyson ha ricordato su Twitter Muhammad Ali postando una sua foto di qualche anno fa con il campione, ma in queste ore il cordoglio è unanime da tutto il mondo dello sport. “Se ne è andata la parte ‘più grande’ di me”, ha scritto lo storico avversario di Ali, George Foreman. “Io, Frazier e Ali eravamo una persona sola, una parte di me se ne è andata”.

“Muhammad Ali ha scosso il mondo. E per questo il mondo adesso è migliore. Siamo tutti migliori”: così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama esprimendo, insieme con la first lady Michelle, le sue più profonde condoglianze per la morte di Muhammad Ali. Era “il più grande”, ha detto, “punto e basta”.

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