MUSULMANI MASSACRATI A GUJARAT NEL 2002: ACCUSATI DI OMICIDIO 24 ULTRANAZIONALISTI INDU’ La sentenza è stata emessa ieri dal tribunale di Ahmedabad; le condanne sono attese per il 6 giugno

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Il tribunale di Ahmedabad, nell’India nord-occidentale, si è espresso in merito a uno degli episodi più violenti relativi ai massacri contro i musulmani fatti da estremisti indù. La tragedia era avvenuta nel Gujarat, uno Stato sul Mare Arabico confinante con il Pakistan, nel 2002. In quella occasione, avevano progettato e compiuto l’assalto al complesso residenziale della Gulbarg Society nella città di Ahmedabad, durante il quale sono stati mutilati e bruciati 69 musulmani. L’aggressione era la ritorsione contro un altro atto di violenza compiuto il giorno prima da alcune persone di fede islamica a Godhra, quando un gruppo di fedeli indù (che viaggiava a bordo di un treno) venne assaltato da un gruppo di islamici e fece 59 morti.

Il tribunale ha riconosciuto la colpevolezza di 24 persone, tra cui un leader locale del Vhp (Vishwa Hindu Parishad, ultranazionalisti indù) ma altre 36 persone sono state prosciolte per mancanza di prove evidenti. Attivisti e parenti delle vittime hanno gioito alla lettura della sentenza, ma hanno anche dichiarato che faranno ricorso contro questa “giustizia incompleta”. La sentenza è stata emessa ieri e le condanne sono attese per il prossimo 6 giugno con l’accusa di omicidio e ora le 11 persone (tra le 24 dichiarate colpevoli) rischiano la pena di morte.

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