STATO DI DIRITTO, LA POLONIA SNOBBA LE CRITICHE DELL’UE: “SONO SOLO OPINIONI” Le tensioni tra Varsavia e i 28 sono iniziate nei giorni scorsi, quando la Commissione Europea ha inviato un "Official Warning" al governo di Beata Szydlo

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Il ministro degli Esteri polacco, Witold Waszczykowski, ha “sminuito” la portata del richiamo ufciale dell’Unione Europea per le recenti norme che paralizzerebbero la Corte Costituzionale, definendolo “solo un’opinione, un suggerimento”. “Che diritto ha la Commissione di giudicare ogni cosa?”, ha dichiarato Waszczykowski, parlando alla radio di Stato. In precedenza, il ministro aveva incontrato l’Alto rappresentante della politica estera della Commissione, Federica Mogherini, assieme al presidente della repubblica e al premier.

Le tensioni con la Polonia sono iniziate nei giorni scorsi, quando l’Unione europea ha deciso di inviare un parere scritto al governo di Beata Szydlo. L’atto, però, apre di fatto la procedura di infrazione ed introduce il rischio di sanzioni europee contro il governo di destra di Varsavia.

“Esiste la volontà di dialogo con le autorità polacche ma ancora non siamo riusciti a trovare una soluzione sulla tutela dello Stato di diritto. Pertanto abbiamo inviato un parere scritto in modo che Varsavia ha l’opportunità di rispondere”, aveva  annunciato il primo Vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, al termine del Collegio dei Commissari. “Ribadiamo le nostre preoccupazioni sulla Corte Costituzionale, le sue sentenze e il suo funzionamento. E’ evidente che la Commissione non vuole entrare nel dibattito politico interno alla Polonia – aveva aggiunto – ma solo preservare lo Stato di diritto, come compete alla Commissione come garante della tutela dei Trattati”. Timmermans ha indicato che rispetto alla legge polacca sono “tre le questioni” aperte: la composizione della Corte costituzionale, la pubblicazione ed il rispetto delle sue sentenze e gli atti che la riguardano.

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